Ugo Ferrando Narconon Alfiere
Prevenzione e riabilitazione droghe e alcol
mercoledì 24 giugno 2026
Daniel
“Inizio col dire che tra tutti i percorsi che ho fatto in altre
comunità, il Narconon Alfiere mi ha dato tanto su tanti aspetti.
Ho affrontato tutti gli step di questo programma con le
relative difficoltà, difficoltà bellissime perché oggi mi rendo
conto di quanto apprezzo tutto questo.
Auguro ai miei compagni di fare tanta fatica, perché con la
fatica apprezzerete veramente e capirete l’importanza di
superare tutto ciò che vi accade sul programma.
Ragazzi, non abbattevi alle prime difficoltà, alzate la testa e
combattete perché la vostra vita è importante e anche il
tempo. Godetevi il tempo qua dentro perché vi permetterà un
domani di vivere al top e apprezzare ogni singola cosa delle
vostra vita.
Qui ho conosciuto tanti ragazzi fantastici che mi hanno
regalato tante cose e li ringrazio per questo.
Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio con un messaggio:
forza ragazzi la vita è una, non sprechiamola riprendiamoci
ciò che ci spetta che ce lo meritiamo!!"
Daniel
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
martedì 23 giugno 2026
Essere presenti
In un mondo di rumore costante, distrazioni e caos
emotivo, essere presenti davvero è più di un luogo
comune: è sopravvivenza. È l'inizio di un vero recupero.
Al Narconon Alfiere, non ci concentriamo solo sul far
uscire le persone dalla droga. Ci concentriamo sul
fornire loro gli strumenti per vivere, per tornare davvero
a essere parte della loro vita.
Le droghe allontanano le persone dal presente. Ti
disconnettono dai tuoi sentimenti, dalle tue responsabilità, dal
tuo ambiente e persino dai tuoi pensieri. E quando qualcuno si
disconnette, la comunicazione si interrompe. Lo scopo
svanisce. Le emozioni vengono represse o esplodono in modo
distruttivo. Ecco perché la presenza – essere proprio qui,
proprio ora, in grado di osservare, confrontarsi e agire – è il
punto di partenza per una vera riabilitazione.
Una delle più grandi svolte nel recupero avviene quando una
persona smette di evitare la vita e inizia ad affrontarla. Al
Narconon Alfiere, il nostro programma aiuta gli ospiti a
riacquistare consapevolezza di sé e di ciò che li circonda.
Iniziano a osservare la vita per come è, non come l'hanno
immaginata, temuta o cercata di sfuggire. Imparano a
comunicare, a esprimere ciò che provano e ad affrontare i
problemi a testa alta.
Quando riesci a guardare qualcuno negli occhi e a parlare
chiaramente, quando riesci a entrare in una stanza ed essere
consapevole di ciò che sta accadendo, quando riesci a
mantenere il controllo senza essere sballottato dalle emozioni,
questo è potere. Questa è libertà. Questa è sobrietà.
Troppi tossicodipendenti sono bloccati in quelli che chiamiamo
blocchi – luoghi in cui resistono alla vita. Oppure sono andati in
dispersione – caotici, dispersi, senza una direzione. Ma quando
si impara a fluire, quando si allineano azioni, pensieri ed
emozioni con chiarezza e intenzione, la vita diventa gestibile.
Lo scopo ritorna. L'energia viene ripristinata.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
lunedì 22 giugno 2026
Aldo
"Solo qualche settimana fa, sul letto dell’astinenza,
reagivo a pensieri duri. Pensavo a quanto questo
percorso potesse in realtà essere costruttivo per me
perché la vita di “comunità” non mi è mai piaciuta, ma
oggi posso dire di essermi ricreduto. Per chi mi
conosce può sembrare strano sentire certe emozioni
espresse da me, ma è così: me le sento addosso. Uno
dei primi giorni di marzo sono arrivato sfuggendo a una
realtà che mi stava distruggendo. stavo cercando
disperatamente aiuto.
Forse vi chiederete: “Ma perché hai aspettato tanto?”. Ve lo
dico: erano dieci anni che non ero più padrone della mia
vita. Ero schiavo di una sostanza da cui ho provato più volte
a liberarmi, sempre con pochissimi risultati. Ero così
disperato che, più di una volta, ho pensato che sarebbe
stato meglio farla finita.
Per colpa di quella sostanza, qualche mese prima ero
rimasto completamente solo. Avevo perso tutto: famiglia,
amici, cuore e relazioni. Settimane intere vissute in uno
stato di profonda depressione. Passavo le giornate a letto,
in un tempo che sembrava non finire mai.
Un giorno, ancora ringrazio il signore, ho colto al volo
un’ultima disperata proposta di aiuto da parte della mia
famiglia. Mia madre piangeva e vedere le persone che amo
ridotte a quel dolore mi ha scosso. In testa mi risuonava una
frase: “Amami quando lo merito meno, perché è quando ne
ho più bisogno.” E così, con quell’anima stremata, sono
stato accolto qui, dagli staff del centro Alfiere, ed è come se
ci conoscessimo da sempre.
Giorno dopo giorno, anche con la mia famiglia, è come se il
nostro rapporto si stesse ricucendo. Questa prima fase è
stata tanto difficile quanto importante. I dubbi, i momenti in
cui pensi che non ce la farai, le paure… tutto si fa sentire,
ma poi ti accorgi che stai davvero cambiando.
Durante le saune, nella monotonia delle giornate, mi sono
trovato spesso a pensare che forse questo posto non
faceva per me, ma non ho mollato. Ho stretto i denti, ho
sudato, ho eliminato migliaia di tossine… e ho portato avanti
tutto, fino a qui.
Sono riuscito a superare un ostacolo che mi sembrava
insormontabile. Oggi posso dire di non aver mollato, di non
essermi mai arreso. Sono ancora qui e c’è un motivo per cui
ci sono: non ho mai trascurato davvero quel minimo di
volontà che mi è rimasto: quel 28%, come dico io.
Adesso sono pronto ad affrontare un altro passo importante
del percorso. Questi momenti non sono facili, ma sono reali.
Sono pieni di verità. Ogni giorno è una piccola conquista e
ogni conquista mi illumina un po’ di più il futuro. Passo le
giornate con la penna in mano, la testa sul quaderno.
Scrivere mi aiuta. Non è semplice, ma è tanto utile. A volte
senti quel mondo, quel senso di colpa che ti soffoca… e
scrivere ti libera, ti permette di affrontare il tuo passato e
con buona volontà puoi superarlo.
Anche se questo momento non è una passeggiata, so che
sto facendo la cosa giusta. in questo percorso ci sono stati
litigi, disagi, discussioni, giornate no… ma il percorso, in
fondo, insegna questo: non è mai tutto perso, c’è sempre
una via.
La nostra vita è più importante di qualsiasi altra cosa ed è
questo che ripeto a me stesso e di cui sono convinto: qui
possiamo tornare a brillare. Più forti, più consapevoli e con
un bagaglio di esperienza che ci permette di vivere davvero
la nostra vita al meglio. Vi voglio bene.”
Aldo
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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sabato 20 giugno 2026
La zavorra
La spinta verso la dipendenza è un fenomeno complesso
che non può essere ricondotto a una sola causa. A
spingere una persona verso l’abuso di sostanze o
comportamenti compulsivi concorrono elementi
personali, familiari, sociali. A livello personale, tra i
fattori più comuni troviamo la bassa autostima, la
difficoltà nel gestire emozioni come rabbia o tristezza,
traumi non elaborati, ansia e depressione.
Quando una persona non dispone di strumenti adeguati per
affrontare il dolore interiore, può cadere nella trappola della
sostanza come “via di fuga” o tentativo di alterare la
percezione della realtà.
Sul piano familiare, contesti disfunzionali – segnati da
violenza, trascuratezza, abuso o assenza di comunicazione –
creano un terreno fertile per lo sviluppo della dipendenza.
Anche dinamiche come l’eccesso di controllo, la mancanza di
affetto o di regole chiare possono generare disagio,
specialmente nei più giovani.
Dal punto di vista sociale, viviamo in un contesto che spesso
esalta il consumo, la gratificazione immediata e l’apparenza.
La pressione del gruppo, la marginalità economica o culturale
e la carenza di modelli positivi aumentano il rischio di
avvicinamento a droghe, alcol o comportamenti compulsivi.
In sintesi, la dipendenza nasce da un intreccio di sofferenze
interiori, mancanza di strumenti per affrontarle e contesti di
vita sfavorevoli. Comprendere queste cause è fondamentale
per una riabilitazione efficace. Narconon Alfiere affronta
ognuna di queste dimensioni, offrendo un percorso completo
per uscire dalla dipendenza e ricostruire la propria vita.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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venerdì 19 giugno 2026
Sergey
"In questa parte del percorso, quella degli
addestramenti, penso di aver imparato molte cose.
La prima è la pazienza: è fondamentale per vivere. Mi
insegna a non mollare e, soprattutto, a non avere
fretta.
La seconda è la persistenza, un ottimo alleato se si
vogliono superare la maggior parte delle proprie
difficoltà. Ho imparato ad affrontare me stesso,
perché il nostro giudizio rivolto a noi stessi può
essere più pesante di mille insulti ricevuti da uno
sconosciuto.
Mi sono chiesto spesso cosa conti veramente. Ho
imparato a non perdere di vista i miei obiettivi e che, se
voglio davvero raggiungerli, le scuse non servono. Dire a
noi stessi “non ce la posso fare” è l’inizio di una lenta
autodistruzione, un’autodistruzione che coinvolge anche
la famiglia.
Sono arrivato in comunità odiando me stesso. Avevo
perso sogni, ambizioni e, soprattutto, ero diventato una
persona che non volevo essere. Adesso sento che sto
diventando l’uomo che ho sempre voluto essere, l’uomo
che mamma e papà hanno sempre desiderato vedere.
Voglio poter dare loro sicurezza, farli sentire amati e
restituire, almeno in parte, tutto ciò che non hanno mai
ricevuto da me, loro figlio.
Oggi sono sicuro dei miei sogni, deciso a raggiungerli e
consapevole del prossimo passo da fare. So che il
cambiamento richiede impegno e costanza, ma per la
prima volta dopo tanto tempo guardo al futuro con fiducia
e con la certezza che, continuando su questa strada,
potrò costruire una vita migliore per me e per le persone
che amo."
Sergey
Narconon Alfiere APS
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giovedì 18 giugno 2026
Storie tristi
La maggior parte delle donne che cercano aiuto per la
tossicodipendenza o l'alcolismo sono in età fertile e
molte di loro sono madri. Inevitabilmente, i figli di
madri tossicodipendenti subiranno effetti negativi a
causa della dipendenza della madre.
I nonni o altri familiari devono spesso intervenire per prendersi
cura di loro perché, purtroppo, mantenere viva la dipendenza
troppo spesso diventa la priorità. Se non ci sono altri familiari che
intervengano a favore dei figli, può verificarsi anche un
abbandono.
Dato l'impatto delle madri sulla vita dei figli, è importante che le
madri ricevano aiuto per riprendersi la propria vita dalla
dipendenza, non solo per il loro bene, ma anche per il futuro dei
loro figli.
Come società, dobbiamo dare priorità all'aiuto alle madri e alle
donne in età fertile con una dipendenza per ottenere un
trattamento. Attraverso un'efficace riabilitazione, le madri possono
riprendersi la propria vita dalla dipendenza da droghe o alcol, e i
loro figli riavranno la loro madre.
Le madri svolgono un ruolo cruciale nell'educazione dei figli. Le
madri che superano e superano la loro dipendenza hanno
dimostrato di avere il potere della resilienza, una lezione che
trasmetteranno ai loro figli, che potranno diventare adulti più forti
e resilienti. Il nucleo familiare è ancora il fondamento della
società.
Aiutando le madri tossicodipendenti a uscire dalla trappola,
aiutiamo le nostre comunità e costruiamo un futuro migliore per
tutti.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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mercoledì 17 giugno 2026
Inganni
Negli ultimi anni si è diffuso l’uso di psicofarmaci
(antidepressivi, ansiolitici e antipsicotici) per
“curare” le dipendenze da droga e alcol. Questi
farmaci vengono spesso presentati come soluzioni
mediche per gestire i sintomi associati all’astinenza,
alle voglie ossessive o ai disturbi dell’umore
collegati alla tossicodipendenza. Tuttavia, questa
strada comporta gravi rischi e non risolve realmente
il problema alla radice.
Gli psicofarmaci agiscono chimicamente sul cervello,
alterandone i meccanismi naturali. Possono causare sedazione,
distacco emotivo, confusione mentale e dipendenza. In molti
casi, chi smette di usare droghe si ritrova semplicemente a
dipendere da altri farmaci, spesso prescritti a lungo termine.
Inoltre, gli effetti collaterali possono essere gravi: insonnia,
agitazione, perdita della libido, aumento di peso, apatia e, in
alcuni casi, pensieri suicidari. La persona non guarisce, ma
viene “spenta” chimicamente.
Il programma Narconon adotta una visione completamente
diversa. Non fa uso di psicofarmaci né durante l’astinenza né
nel resto del percorso. L’obiettivo non è sopprimere i sintomi
con altre sostanze, ma aiutare la persona a disintossicarsi in
modo naturale e a recuperare le proprie capacità mentali,
emotive e morali. Il programma si basa su una fase di
disintossicazione profonda, attraverso sudorazione in sauna,
attività fisica controllata e integrazione alimentare, per eliminare
le tossine residue. Segue una fase di riabilitazione interiore, in
cui si lavora sulla responsabilità, sulla comunicazione, sulla
capacità di affrontare la vita e i propri errori. Non si sostituisce
una droga con un’altra, ma si costruisce un nuovo modo di
vivere.
Chi completa il programma Narconon non ha bisogno di
psicofarmaci per stare bene, perché ha ritrovato la lucidità, la
forza interiore e l’autodeterminazione. Affidarsi agli psicofarmaci
può sembrare una scorciatoia, ma spesso diventa una nuova
trappola. Il Narconon offre un’alternativa reale, naturale e
stabile, per uscire davvero dalla dipendenza.
Narconon Alfiere APS
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