mercoledì 11 febbraio 2026

Tempo presente

C’è un ingrediente di cui non possiamo fare a meno per la pura sopravvivenza. È talmente fondamentale che spesso lo diamo per scontato, proprio come il respiro. Eppure basta provare a trattenere il fiato per pochi minuti per capire quanto sia vitale. Questo ingrediente è il tempo presente: l’essere pienamente qui e ora, con la mente vigile, il corpo attento e la percezione attiva. Vivere al cento per cento il momento presente, molto spesso, fa la differenza tra la ita e la morte. Non solo per i piloti di Formula 1, che sfrecciano a oltre trecento chilometri orari e devono reagire in frazioni di secondo, ma anche per una casalinga che attraversa la strada, per un impiegato di banca che guida stanco dopo il lavoro, per chiunque salga su una scala, accenda un fornello o prenda una decisione apparentemente banale. La vita reale accade solo nel presente: non nel passato che non esiste più, né in un futuro che non è ancora arrivato. Non è un caso che le compagnie di trasporto, da quelle aeree a quelle degli autobus, siano rigidissime sul consumo di alcol e droghe da parte dei loro dipendenti. Il motivo è semplice e drammaticamente chiaro: perdere il tempo presente significa perdere il controllo, e perdere il controllo può significare perdere vite umane. Un secondo di assenza, di distrazione o di “nebbia mentale” può trasformarsi in una tragedia irreversibile. Chi usa droghe o alcol, infatti, abbandona progressivamente il presente. Più ne fa uso, più si allontana da ciò che può essere percepito qui e ora. I sensi si spengono, l’attenzione si frammenta, la persona vive sospesa tra ricordi confusi e fantasie, incapace di affrontare la realtà così com’è. Questo distacco è uno degli effetti più pericolosi della dipendenza. Per questo, l’ospite che arriva in un centro Narconon inizia subito con esercizi specifici per recuperare e mantenere il tempo presente. Non è un dettaglio secondario: è la base su cui costruire tutto il resto del programma e, soprattutto, una nuova esistenza futura più consapevole e responsabile. Al contrario, metadone, psicofarmaci e certe “cure” medioevali tornate di moda oggi non riportano la persona nel presente. La fanno regredire nel passato e lì la lasciano, parcheggiata in una sorta di calma apparente, una tranquilla disperazione che non è vera vita, ma semplice sopravvivenza anestetizzata. Narconon Alfiere APS Numero verde 800 170 997 https://www.narcononalfiere.it

martedì 10 febbraio 2026

Jessica vince ancora

“Quando perdi te stesso, perdi tutto. Perdi la fiducia, la stabilità, la sicurezza, la lucidità e, purtroppo, anche la felicità. I sogni, i progetti e gli obiettivi non esistono più. Cominci davvero a essere stanco di tutto, perché è proprio quello che mi sono tolta facendo uso di droga: tutto. Tutto, fatta eccezione per la tenacia che, nel bene e purtroppo anche nel male, non mi ha mai abbandonata fino in fondo. Grazie a questa tenacia e a questo programma, sto combattendo la battaglia più difficile della mia vita. Mi sto scontrando con il vero mostro di questa storia: me stessa. È Jessica contro l’altra Jessica. Ed è meraviglioso vedere e capire che la vera me sta vincendo. Anzi, sta vincendo davvero. Verso la fine del programma di disintossicazione, per la prima volta nella mia vita, sono arrivata alla consapevolezza dell’ “io ce la farò”. E tutto è cambiato all’improvviso. Quelle maledette catene che mi tenevano stretta e aggrappata al nulla più totale non ci sono più. Ed è tutto tremendamente magnifico. È come vivere la vita con le luci accese: si vede tutto in modo chiaro e limpido. Qualcosa comincia finalmente a prendere la piega giusta e io mi sento più leggera. Sto mettendo tutta me stessa per trovare le chiavi della mia nuova vita, e grazie a questa forza ritrovata realizzo di essere, finalmente, orgogliosa di me stessa. Vivere i miei cambiamenti, step by step, è incredibilmente gratificante, soprattutto considerando che la speranza iniziale di riuscire nella mia disintossicazione era praticamente pari a zero. Mi sembrava qualcosa di surreale. Con grande piacere e stupore ho capito di essermi sbagliata e di possedere davvero la capacità di cambiare. Sono una persona nuova ora. Tutta da scoprire e che merita quelle dannate chiavi per una nuova vita. Perché sì: ora mi voglio bene!” Jessica Narconon Alfiere APS Numero verde 800 170 997 https://www.narcononalfiere.it

lunedì 9 febbraio 2026

60° Anniversario

Nel febbraio del 1966 nasceva il programma Narconon, in un periodo storico in cui il problema della dipendenza da droghe iniziava a manifestarsi in modo evidente, ma le risposte erano spesso frammentarie, punitive o farmacologiche. In sessant’anni di attività, Narconon ha rappresentato un approccio radicalmente diverso: mettere al centro l’essere umano, la sua dignità, la sua capacità di recupero e di autodeterminazione. Il contributo del Narconon all’umanità è stato, ed è tuttora, enorme perché ha dimostrato che uscire dalla dipendenza è possibile senza sostituire una droga con un’altra e senza etichettare la persona come “malata a vita”. Il programma si fonda su un percorso strutturato che lavora sul corpo, sulla mente e sulla responsabilità personale, aiutando l’individuo a recuperare lucidità, stabilità e fiducia in sé stesso. In sei decenni, migliaia di persone in tutto il mondo hanno ritrovato una vita libera dalle droghe grazie al programma Narconon. Non si tratta solo di numeri, ma di storie concrete: famiglie ricostruite, relazioni riparate, individui che sono tornati a essere una risorsa per la società. Questo impatto sociale è uno degli aspetti più significativi del programma, perché ogni persona recuperata rappresenta un beneficio che si estende ben oltre il singolo individuo. Un altro elemento fondamentale è l’impegno costante nella prevenzione e nell’educazione dei più giovani. Narconon ha sempre sostenuto che la conoscenza è uno strumento chiave per contrastare la diffusione delle droghe. Informare in modo chiaro, diretto e basato sui fatti permette alle persone, soprattutto ai giovani, di fare scelte più consapevoli e responsabili. A sessant’anni dalla sua nascita, Narconon non è solo un programma di recupero, ma una visione: quella di una società in cui l’uomo non sia schiavo delle sostanze, ma padrone delle proprie scelte. Dal 1966 a oggi, questo approccio ha lasciato un segno profondo e duraturo, configurandosi come un autentico e continuo contributo all’umanità. Numero verde 800 170 997 https://www.narcononalfiere.it Narconon Alfiere APS

sabato 7 febbraio 2026

Bacchetta magica e Programma Narconon

Quando si parla di uscire dalla dipendenza, molti cercano ancora una bacchetta magica. Qualcosa che faccia sparire il problema senza passare dal problema stesso. Una soluzione rapida, indolore, possibilmente definitiva, che permetta di tornare alla vita di prima senza averla davvero affrontata. La bacchetta magica, in questo contesto, è l’idea che basti un intervento esterno: una sostanza sostitutiva, una frase motivazionale, un evento risolutivo, una decisione presa “una volta per tutte”. È un approccio comprensibile, perché la dipendenza stanca, logora e fa paura. Ma ha un limite evidente: non cambia la persona, cambia solo la speranza. Il Programma Narconon nasce esattamente all’opposto di questa logica. Non promette miracoli. Non dice “sparirà tutto subito”. Non offre scorciatoie. Al contrario, parte da un presupposto scomodo ma concreto: la dipendenza non è solo una questione chimica, ma un insieme di abitudini, reazioni, meccanismi mentali e fisici che si sono strutturati nel tempo. E ciò che si è strutturato nel tempo, richiede un percorso per essere sciolto. La 'bacchetta magica' lavora sull’illusione del risultato immediato. Il Programma Narconon lavora sul processo. Una differenza fondamentale sta nel ruolo della persona. Con la bacchetta magica il soggetto è passivo: aspetta che qualcosa accada. Nel Programma Narconon la persona diventa attiva, coinvolta, responsabile del proprio recupero. Un’altra differenza chiave riguarda i risultati. La bacchetta magica, quando “sembra funzionare”, produce effetti fragili: miglioramenti brevi, entusiasmo temporaneo, seguiti spesso da ricadute o sostituzioni. Il Programma Narconon punta invece a risultati stabili, perché lavora sul corpo, sulla mente e sul comportamento quotidiano, passo dopo passo. C’è poi l’aspetto più sottovalutato: la ricostruzione della fiducia in se stessi. La bacchetta magica, fallendo, rafforza l’idea di non farcela. Il Programma Narconon, attraverso risultati progressivi, restituisce alla persona una certezza fondamentale: posso farlo, perché lo sto facendo. Il Programma Narconon trasforma davvero. E nel recupero dalla dipendenza, la differenza tra illusione e metodo non è teorica: è la differenza tra tornare a sperare e tornare a vivere. Narconon Alfiere APS Numero verde 800 170 997 https://www.narcononalfiere.it

venerdì 6 febbraio 2026

Uso moderato

Sebbene nel corso del tempo non siano mai mancati coloro che difendono l’idea di un uso moderato e “controllato” di alcol o droghe come qualcosa di normale e socialmente accettabile, oggi un numero sempre maggiore di studi, osservazioni cliniche ed esperienze dirette dimostra una realtà diversa. Non esiste un livello realmente “sicuro” di consumo. Ogni sostanza psicoattiva, anche se assunta saltuariamente o con l’illusione del controllo, agisce sul corpo e sulla mente alterandone l’equilibrio naturale. Un elemento spesso sottovalutato è la progressività del danno. Più sostanze una persona utilizza e più a lungo lo fa, maggiore è l’impatto negativo su salute fisica, stabilità emotiva, relazioni affettive e capacità di prendere decisioni lucide. Il deterioramento raramente è improvviso: è graduale, silenzioso, e proprio per questo pericoloso. Molti consumatori “ricreativi” affermano di potersi fermare quando vogliono, di non essere disturbati dall’uso di alcol o droghe. Nella pratica, però, questa percezione spesso non corrisponde alla realtà. Il controllo, una volta intaccato, viene sostituito dall’abitudine, poi dal bisogno, infine dalla dipendenza. Esistono segnali chiari che indicano quando il consumo sta diventando dannoso: cambiamenti di umore, giustificazioni continue, isolamento, calo delle prestazioni lavorative o familiari, difficoltà a rispettare impegni e promesse. Quando l’abitudine prende il sopravvento e l’individuo perde la capacità di scegliere liberamente, non si tratta più di una questione di forza di volontà, ma di una condizione che richiede aiuto concreto. Se questo sta accadendo a una persona cara, attendere che la situazione peggiori è un errore comune ma grave. La dipendenza tende a rafforzarsi nel tempo, trascinando con sé chi ne soffre e chi gli sta vicino in una spirale discendente. Intervenire oggi può fare la differenza tra un problema affrontato e una vita compromessa. Narconon Alfiere offre supporto qualificato, strumenti pratici e un ambiente sicuro per recuperare il pieno controllo della propria vita. Narconon Alfiere APS Numero verde 800 170 997 https://www.narcononalfiere.it

giovedì 5 febbraio 2026

Studiare la vita

Lo studio della vita è parte integrante della riabilitazione perché liberarsi dalla tossicodipendenza non significa soltanto smettere di usare una sostanza, ma imparare finalmente a vivere in modo consapevole e onesto. La dipendenza nasce e si rafforza quando una persona perde il contatto con se stessa, con le proprie responsabilità e con la capacità di affrontare le difficoltà dell’esistenza. In questo senso, la riabilitazione diventa un percorso di conoscenza, comprensione e crescita personale. Al Narconon Alfiere lo studio della vita non è teorico né astratto, ma pratico, applicabile ogni giorno, legato alle esperienze reali e alle situazioni concrete che ciascun individuo si trova ad affrontare. Quando una persona dipendente interrompe l’uso di droghe, si trova spesso disorientata, priva di strumenti per gestire emozioni, relazioni, problemi e decisioni. È proprio qui che lo studio diventa fondamentale: comprendere le dinamiche della vita, il rapporto tra cause ed effetti, l’importanza delle scelte personali e della responsabilità individuale permette di recuperare stabilità e lucidità. Studiare la vita significa imparare a osservare ciò che accade senza fuggire, riconoscere i propri errori senza esserne schiacciati e trovare soluzioni invece di cercare anestesie. Nel programma Narconon, lo studio accompagna ogni fase della riabilitazione e aiuta la persona a ricostruire la propria identità. Non si tratta di accumulare nozioni, ma di acquisire competenze interiori: saper affrontare lo stress, gestire le relazioni, rispettare se stessi e gli altri, porsi obiettivi realistici e costruire un futuro libero dalle droghe. Questo processo restituisce dignità, autostima e fiducia nelle proprie capacità, elementi indispensabili per mantenere la sobrietà nel tempo. La vera libertà non è solo l’assenza di sostanze, ma la capacità di vivere pienamente, con consapevolezza e responsabilità. Studiare la vita significa imparare a stare nel mondo senza paura, senza dipendenze e senza scorciatoie distruttive. Per questo, al Narconon Alfiere, lo studio della vita non è un complemento della riabilitazione: ne è una parte essenziale e insostituibile. Narconon Alfiere APS Numero verde 800 170 997 https://www.narcononalfiere.it

mercoledì 4 febbraio 2026

La bestia nera

L'alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina. Sono alcuni dei dati che emergono da un articolato e complesso rapporto di ricerca su "Salute, previdenza e legalità". In Italia sono stati 435mila i morti per malattie alcol-correlate, incidenti, omicidi e suicidi ad esso dovuti. Si beve ovunque, a qualunque ora, sempre più lontano dai pasti e soprattutto tra i più giovani. Oltre 6 italiani su 10 mettono l'alcol in relazione alla convivialità, al relax, al piacere e alla spensieratezza (63,4%); solo un quarto, al contrario, lo associa a concetti negativi, come la fuga dai problemi, la perdita di controllo e il pericolo (25,6%). L'indagine ha coinvolto giovani studenti, adolescenti, cittadini e medici. Il fenomeno è stato osservato attraverso tre diverse indagini campionarie, ciascuna delle quali disegna un quadro completo di come sono cambiate e stanno cambiando le abitudini del bere nel nostro paese, di quanto sia diffuso e radicato il fenomeno tra i giovani, di come si è modificata l'immagine del consumatore, anche e soprattutto come conseguenza dei messaggi trasmessi dai media. Sebbene il tema dell'alcolismo venga percepito dai cittadini italiani maggiorenni come problema sociale in modo meno netto rispetto a trent'anni fa (oggi lo ritiene un problema rilevante il 35,4% rispetto al 66% del 1984, anno della prima indagine Eurispes), emergono però frequenti eccessi nel consumo. Alla metà degli intervistati capita, infatti, di eccedere con l'alcol, anche "qualche volta" (47,7%), ovvero il 14% in più rispetto al 2010 (22esimo Rapporto Italia, Eurispes). E lo si fa per diverse ragioni: il 28% per "piacere" (nel 2010 la quota era del 49,4%), un quarto per "stare meglio con gli altri" (il 12,1% in più rispetto al 2010), il 23,7% per "rilassarsi" (1'8,8% in più rispetto al 2010), il 9,2% per "affrontare una situazione complicata" (contro il 2,6%), il 2,2% per "reagire a un insuccesso" (contro 11,2%). Un terzo degli intervistati ha giocato con gli amici a chi beve di più (33,1%) e una identica percentuale rivela di aver visto un amico o un conoscente riprendersi o farsi riprendere in video mentre beveva. La birra è in cima ai desideri dei giovanissimi, seguono il vino, poi shottini e superalcolici. Il consumo è sempre più extracasalingo, indipendente dal pasto e legato a momenti di divertimento e allo "sballo": il 28,6% beve al pub, il 21,4% in discoteca, solo due su dieci bevono a tavola. Insomma, il drink alcolico è considerato una sorta di "rito di passaggio sociale" che caratterizza la fine dell'infanzia. E il tradizionale divario tra i due sessi risulta oggi assai più contenuto rispetto al passato. L'indagine fa emergere poi un aspetto sconcertante: oltre la metà dei minori ha acquistato alcolici (54,4%) nonostante la legge italiana lo vieti e obblighi il venditore a chiedere un documento d'identità. Di questi, oltre un quinto dichiara che non gli è stato mai chiesto il documento al momento dell'acquisto (21,7%). Se conosci qualcuno che ha bisogno di ricevere aiuto per una dipendenza da alcol, telefona subito al numero verde del Narconon Alfiere. Un consulente risponderà per consigliare la miglior strategia e agevolare la riabilitazione quanto prima. Narconon Alfiere APS Numero verde 800 170 997 https://www.narcononalfiere.it