Ugo Ferrando Narconon Alfiere
Prevenzione e riabilitazione droghe e alcol
sabato 22 agosto 2026
Usa il cuore
"Sono stati mesi intensi, non avrei mai creduto di
sperimentare tante cose assieme in così poco tempo.
Ero arrivato al tal punto di aver paura dei miei
progressi. Fa paura quando non sai cosa c’è dietro alla
felicità, specialmente quando l’hai sperimentata poche
volte e quelle poche volte era molto intensa, e io, così
felice, non mi ci vedevo proprio. Adesso sono felice,
assaporo ogni momento bello e lo metto nel mio cuore,
dove può rimanere al caldo e niente e nessuno può
toccarlo, perché ne sono padrone. L’ho vissuto.
Chiaramente non dimentico il mio passato, di ciò che ho
fatto, di quello che ho causato a mamma e papà.
Ma', pa’, vi voglio bene.
Nelle mie mancanze e gesti negativi ho guardato me
stesso. Volevo scappare, dio sa il terrore che ho provato.
Le domande che mi facevo più spesso erano: ma perché
tutto questo? Ma che ho fatto? Era veramente
necessario? Ho agito per il mio bene? Ma io chi sono?
Perché non ho mai…
Ho rivissuto tanti miei traumi. Sono riuscito ad analizzare
e affrontare tutti i miei traumi e li ho attraversati molte
volte. All’inizio era come una risacca del mare: quando
credi che sia passato, torna più forte e ti trascina ancora
più indietro, a fondo.
Questo può succedere quando non hai totalmente visto
la realtà dei fatti accaduti. Ammetti tutto a te stesso e
questo ti salverà. Scrivere le mancanze e gesti negativi è
veramente la svolta per chi desidera veramente uscire
dallo schifo che si ha dentro e dalle sostanze.
Usa il cuore. Ricordati che ne hai uno, e pure grande!"
Sergey
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
venerdì 21 agosto 2026
Ricominciare
La vita al Narconon Alfiere è un percorso di rinascita,
fatto di tappe quotidiane che trasformano poco a poco il
dolore in forza e la confusione in chiarezza. Non è un
luogo di cura passiva, ma un ambiente attivo dove ogni
persona viene responsabilizzata e messa nella
condizione di affrontare la propria dipendenza con
strumenti concreti, efficaci e naturali. Le giornate
seguono una struttura precisa: ci si alza presto, si
fanno esercizi di comunicazione e controllo, si lavora
su sé stessi attraverso procedimenti studiati per
aumentare la consapevolezza e il contatto con il
presente.
Ogni attività ha uno scopo ben definito, e nulla è lasciato al
caso. Non ci sono farmaci sostitutivi, solo persone che aiutano
altre persone a uscire da un tunnel che sembrava senza uscita.
Uno dei momenti centrali del programma è il Programma di
Disintossicazione per una Nuova Vita, una fase in cui,
attraverso attività fisica, sudorazione controllata e integrazione
di vitamine, si eliminano le tossine residue dalle droghe e dai
farmaci. Questo processo, seguito da personale preparato,
dona una nuova energia fisica e mentale. Molti descrivono
questa fase come un “reset” completo del corpo e della mente.
Ma la vera forza del Narconon Alfiere è l’ambiente umano. Non
ci sono giudizi, solo ascolto, incoraggiamento e confronto. Si
crea una fratellanza fatta di rispetto e comprensione reciproca.
Ognuno porta con sé una storia difficile, ma qui trova persone
pronte ad aiutarlo a scriverne una nuova.
Chi completa il programma non è semplicemente “pulito”: è una
persona che ha compreso le cause profonde della propria
dipendenza, ha imparato a riconoscerle e a gestirle, ha
ricostruito i propri valori e la propria integrità. Ha ritrovato il
coraggio, la dignità e la voglia di vivere.
La vita al Narconon Alfiere non è una pausa dalla realtà: è la
realtà che ricomincia, con basi solide e una nuova
consapevolezza. È la dimostrazione che cambiare si può,
quando si è guidati da un metodo efficace e da persone che
credono davvero nel recupero.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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giovedì 20 agosto 2026
Intelligenza e dipendenza
L’intelligenza è la capacità di comprendere, valutare,
scegliere e creare. È ciò che distingue l’uomo e gli
permette di orientarsi nella vita. La dipendenza, al
contrario, riduce queste facoltà, fino a renderle
strumenti al servizio della sostanza.
Un tossicodipendente o un alcolista non smette di
essere intelligente, ma la sua mente viene deviata:
invece di progettare un futuro, costruisce solo strategie
per ottenere la dose successiva.
Gli esempi oggettivi sono sotto gli occhi di tutti.
Uno studente che un tempo riusciva a superare brillantemente
gli esami, inizia a fumare cannabis ogni giorno e si trova
incapace di concentrarsi per più di dieci minuti; non perché
non abbia più il cervello, ma perché la dipendenza ha occupato
la sua attenzione. Un padre che amava i suoi figli e giocava con
loro ogni sera, comincia a bere sempre di più, fino a passare le
giornate in un bar e rientrare a casa solo per dormire: l’alcol ha
sottratto energie e interesse, e l’intelligenza affettiva si è
spenta. Un lavoratore capace, che sapeva organizzare e
guidare colleghi, scivola nella cocaina: all’inizio sembra più
energico, poi diventa nervoso, perde il controllo e finisce
licenziato.
La dipendenza non distrugge solo il corpo, ma soprattutto la
capacità di scegliere. La persona intelligente diventa schiava,
prigioniera di un impulso che sembra più forte della ragione. È
come se una lampadina luminosa venisse avvolta da strati di
polvere e fumo: la luce c’è ancora, ma non riesce a illuminare.
Ed è qui che interviene il lavoro di recupero. Al Narconon
Alfiere, grazie a un programma graduale e pratico, molti hanno
riscoperto la loro intelligenza. Attraverso la disintossicazione
naturale e i corsi di responsabilità, si riapre lo spazio mentale:
memoria, attenzione, chiarezza tornano a funzionare. Gli stessi
ragazzi che non riuscivano a leggere due pagine, dopo il
percorso riprendono gli studi con profitto. I padri tornano a
ridere con i figli. Uomini e donne, un tempo distrutti da bugie e
fallimenti, ricostruiscono la loro vita con lucidità.
La vera intelligenza non è l’astuzia di procurarsi una dose o un
bicchiere, ma la libertà di vivere senza dipendenze. Ed è
questo che il programma Narconon Alfiere offre ogni giorno: la
possibilità di far brillare di nuovo la propria mente, il proprio se.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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mercoledì 19 agosto 2026
Innocenza
“Tre strade, tre tappe: una era la famiglia, una era
il lavoro e nel mezzo c’era la mia distruzione.
Ogni giorno che passava ero sempre più distante
da casa, e il tempo che stavo nel mezzo cresceva
sempre di più. Il divario tra me e la mia famiglia,
che ormai era diventato una voragine, si faceva
sempre più largo.
Finito il lavoro, stavo in giro per ore, senza tornare a
casa da mio figlio e mia moglie. E quando tornavo ero
completamente assente, perso nei miei pensieri sporchi.
Mi buttavo sul divano o scappavo di nuovo, magari in
garage, dove ormai passavo quasi tutte le sere a
sfasciarmi e ad affondarmi. Stavo male e non volevo
vederlo.
Il divario era sempre più largo. Non vedevo altro che
nero, non pensavo ad altro che a un’altra busta.
Il 10 maggio è stato il giorno in cui ho toccato il fondo.
Ero a casa e la mia ultima riga era sul davanzale del
bagno, quando in bagno entra mio figlio. Quello sguardo
innocente e inconsapevole di chi stava per perdere un
padre, o forse di non averlo mai avuto davvero come
padre, mi ha fatto crollare il mondo addosso in un
attimo.
L’11 maggio sono arrivato qui, al Narconon Alfiere.
E oggi ho avuto la certezza che, di quelle tre strade, di
quelle tre tappe, ne rimane solo una: la mia famiglia."
Luigi
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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martedì 18 agosto 2026
Disperazione
Scoprire che un figlio è caduto nella dipendenza da droga o
alcol rappresenta per una madre uno degli shock emotivi più
profondi e devastanti.
Non si tratta soltanto della paura per la sua salute fisica, ma
anche della sensazione improvvisa di aver perso la persona che
si conosceva, sostituita da qualcuno che mente, si isola, cambia
umore rapidamente e vive in funzione di una sostanza.
Ogni mamma, nel momento in cui riceve questa notizia o inizia a
collegare i segnali, attraversa un mix di dolore, senso di colpa,
impotenza e paura.
La disperazione nasce spesso da un senso di fallimento personale:
ci si chiede dove si è sbagliato, perché non si è riusciti a
proteggere il proprio figlio, come sia stato possibile non
accorgersene prima. Molte madri si sentono sole, inadeguate e
travolte da un mondo – quello della dipendenza – che appare
oscuro, crudele e più forte dell’amore che hanno sempre dato.
La fase iniziale è spesso segnata dalla negazione o dalla speranza
che sia solo un episodio passeggero. Quando però la realtà diventa
innegabile, la sofferenza si intensifica. Ogni telefonata che non
arriva, ogni notte passata sveglia, ogni oggetto che scompare da
casa o comportamento anomalo genera ansia. Il pensiero fisso è:
“Lo perderò”. Si teme per la sua vita, ma anche per il futuro, per la
possibilità che la dipendenza gli impedisca di costruire
un’esistenza dignitosa, libera e felice.
Tuttavia, molte madri, dopo la fase della disperazione, scelgono di
trasformare il dolore in azione: cercano aiuto, si informano, si
rivolgono a strutture specializzate come il Narconon Alfiere.
Alcune diventano vere e proprie colonne portanti del percorso di
riabilitazione del figlio, sostenendolo senza giustificarlo, ma
offrendo un amore fermo e costruttivo.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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lunedì 17 agosto 2026
Responsabilità
"Il senso di responsabilità che è cresciuto in me
durante questa esperienza nel programma
Narconon è difficile da spiegare a parole.
Bisognerebbe viverlo per comprenderlo fino in
fondo.
Il lavoro che ho fatto è stato straordinario, e questo me lo
voglio riconoscere. Non ho avuto paura di confrontarti con
quello che ho fatto alla mia famiglia, alle donne che ho
conosciuto e alle mie figlie.
Quello che mi faceva paura era soprattutto sentire quel
senso di vuoto, scrivere di una persona che nel
comportamento era stata una bestia, incapace di provare
qualcosa di buono, e scoprire successivamente che
quell’animale ero proprio io.
Io mi sono sentito un animale, non saprei dire di che razza,
ma sicuramente di un altro pianeta. Sì, proprio di un altro
pianeta, perché la tossicodipendenza, sfociata in atti
criminali, in realtà apparteneva a un posto diverso da quello
in cui oggi vivo, o comunque a un altro Roberto.
Ma quel Roberto ha vissuto dentro di me e ora non c’è più.
Mi sono vergognato, ero imbarazzato. Pensare di far
conoscere a qualcuno i miei segreti più nascosti mi faceva
paura. Ho aperto quell’armadio e ho tirato fuori uno
scheletro alla volta. A volte più di uno insieme, a volte
nessuno. Ne tiravo fuori un paio piccoli e magari uno più
grande, per bilanciare il peso, perché certi pesavano
troppo.
Tirando fuori quegli scheletri che hanno avuto una voce, un
nome, a volte un giorno preciso. E sono stato in grado di
prenderli in braccio, uno per uno, chiedere loro scusa
dentro di me e, infine, perdonarmi.
Ho perdonato me stesso per quello che ho fatto a mia
madre, a mio padre e a mia sorella. Ho perdonato me
stesso per quello che ho fatto alle mie figlie.
Ho perdonato me stesso per quello che ho fatto alle donne
che ho conosciuto e frequentato durante la mia vita, anche
dal punto di vista erotico.
Questo non significa che pretenda il loro perdono. Significa
che questa presa di responsabilità, durante il corso, ha dato
a Roberto la possibilità di guardarsi nuovamente allo
specchio e vedere un uomo, un uomo responsabile delle
proprie azioni.
Un uomo vero."
Roberto
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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sabato 15 agosto 2026
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