Ugo Ferrando Narconon Alfiere
Prevenzione e riabilitazione droghe e alcol
mercoledì 29 aprile 2026
A B U S I
La dipendenza da droga e alcol non è solo un problema
personale, ma spesso la manifestazione di un abuso più
profondo e radicato. Quando una persona fa uso di
sostanze, può essere vittima o autore dimaltrattamenti psicologici,
fisici, economici o
relazionali. Droga, alcol e violenza si alimentano a
vicenda in un circolo distruttivo che isola l’individuo e lo
allontana da sé stesso, dagli affetti e dalla possibilità di
vivere una vita libera.
Qualsiasi forma di abuso può essere intenzionale, ma
anche il frutto di ignoranza, mancanza di formazione o
comprensione. Non sempre si è consapevoli di stare
subendo un abuso, così come non sempre si riconosce il
danno che si provoca a sé stessi attraverso
l’autodistruzione. L’abuso può manifestarsi come
dipendenza chimica, ma anche come negligenza verso il
proprio corpo, manipolazione emotiva, perdita di dignità, o
accettazione di rapporti tossici.
Spesso, se una persona subisce un tipo di abuso, è anche
vittima di altri. Chi si rifugia nelle droghe per sfuggire alla
sofferenza, finisce per trovarsi in situazioni di ulteriore
pericolo: relazioni violente, sfruttamento economico,
solitudine e malattia. È un sistema complesso di sofferenze
interconnesse, da cui non è facile uscire da soli.
Il Narconon Alfiere interviene proprio qui: dove le ferite sono
profonde, ma la voglia di vivere può ancora rinascere.
Offriamo un percorso strutturato, lontano da psicofarmaci o
trattamenti invasivi, basato sulla consapevolezza, sulla
responsabilità e sul recupero delle capacità personali. Ogni
individuo è seguito con rispetto, competenza e dedizione,
per rompere il ciclo dell’abuso e ritrovare la propria forza.
Liberarsi dalla dipendenza significa anche liberarsi
dall’abuso. È possibile ricominciare. Narconon Alfiere: dove
la vita riparte.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
martedì 28 aprile 2026
Adriana
"Scrivere è l’unica cosa che mi sta aiutando a non
tenermi tutto dentro. Ho troppe cose dentro, una
confusione totale, ma anche tanta voglia di uscire da
questo vortice senza luce.
Il buio è difficile. Quando scendo in fondo, riaffiorano
tutti quei ricordi pieni di colori spenti e sofferenza. Tutto
quello che ho passato.
La notte sembra tranquilla, poi, verso le tre, mi sveglio con
quel pensiero: l’idea di sparire solo per non pensare più a
nulla. Perché ho paura di me stessa. Paura di quel vuoto
schifoso da cui non riesco a staccarmi.
Mi sento sola. Avrei bisogno di parole, anche solo una frase,
un gesto, qualcosa a cui aggrapparmi, ma sto capendo che
non posso sempre appoggiarmi agli altri. Devo imparare a
camminare da sola, a riconoscere che prima di chiunque
altro, ci sono io.
Devo tirare fuori tutti quei mostri che ho nascosto dentro.
Li ho messi in una bottiglia, ma non posso più farne a meno.
Eppure solo a pensarci, a quanto mi hanno fatto male, mi
viene voglia di sparire.
Ma non voglio farlo. Perché so che sarebbe solo un modo
per spegnere tutto. Una scusa per non sentire, uno stop ai
pensieri che, comunque, continueranno ad esserci.
Quel pensiero di solitudine... devo imparare a starci dentro.
Perché alla fine si nasce da soli, si vive e si muore da soli.
E se non sto bene con me stessa, non posso amare
davvero, né affezionarmi a qualcuno solo per colmare un
vuoto o per non pensare a me.
Quella voce, ogni mattina da tre giorni, mi mangia dentro.
Poi arrivano gli scoppi, e mi si chiude tutto. Le ore passano
e non le sento. È come se vivessi in un pensiero costante,
incollata a qualcosa che non esiste. Qualcosa che mi uccide
o mi porta solo altri problemi.
Adesso, più che mai, non voglio più svegliarmi con quel
pensiero come un coltello. E se tornerà, sarò più forte di
prima perché lo avrò affrontato di nuovo e superarlo, ancora
una volta, sarà già una vittoria.
Voglio continuare. Voglio vivere il mio percorso, anche con
le ferite. Voglio smettere di soffrire fingendo di star bene,
senza più cercare scorciatoie per risolvere i problemi perché
tanto, nella vita, ci saranno sempre. E io adesso nella vita
scelgo di esserci."
Adriana
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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lunedì 27 aprile 2026
Ambiente
Cosa si prova a guidare su strade familiari che ci fa
sentire bene? Perché sentiamo quella calma rilassante
quando camminiamo in un parco che frequentiamo da
anni? Invece, cosa succede a passare vicino alla nostra
vecchia scuola che fa emergere un intero miscuglio di
emozioni? O la frustrazione che proviamo quando
passiamo davanti a un'attività da cui siamo stati
licenziati?
Queste emozioni, tutte associate a determinati luoghi, sono
il risultato di segnali ambientali. Quando viviamo momenti
belli o brutti nella vita, i luoghi in cui si sono verificati quegli
eventi vengono etichettati nella nostra mente come
strettamente collegati all'episodio che si è verificato lì. In
futuro, quando ci troviamo di nuovo in quei luoghi,
potremmo provare emozioni simili a quelle che abbiamo
provato in passato. Un campo da calcio in cui un tipo si è
rotto sembrerà sempre un posto deprimente. Al contrario, il
parco in cui si andava a giocare da bambini sembrerà
sempre luminoso e piacevole.
I segnali ambientali hanno un significato preciso nel
recupero dalla dipendenza. Se un tossicodipendente in via
di recupero passa per la stessa strada in cui era solito
procurarsi droga, potrebbe provare un desiderio quasi
subliminale, ma molto presente, di droga.
ùDurante il recupero, il cambiamento è positivo! Se uno è
appena entrato nel recupero e sta voltando pagina nella
vita, perché vorrebbe uscire con le stesse persone,
frequentare gli stessi posti, far parte degli stessi gruppi o
mantenere le stesse abitudini e rituali quotidiani che aveva
quando faceva uso di droghe?
Si potrebbe sostenere che, affinché il recupero abbia
davvero successo, non solo bisogna smettere di usare
droghe e bere, ma anche di abbandonare tutte le altre
abitudini malsane e non ottimali. Ciò significherebbe
chiaramente non comprare più droghe dai propri "amici".
E significherebbe anche non passare più tempo con quegli
amici. Significherebbe non frequentare più i locali in cui
quegli amici trascorrevano il loro tempo.
Smettere di usare droghe non significa solo smettere
fisicamente di farlo. Significa anche cambiare il proprio stile
di vita. Significa non andare negli stessi posti e non vedere
le stesse persone che si andava e si vedevano prima. Non
solo è una cosa certa da fare per prevenire le ricadute, ma
è anche una cosa sensata per qualcuno che vuole creare
un vero cambiamento nella propria vita.
Molte persone pensano che aiutare la persona cara a
entrare in un centro di riabilitazione sia l'unico compito che
devono svolgere. Ma aiutare qualcuno a superare un
problema di droga è molto più complicato di così. Mentre
un centro di riabilitazione è una necessità vitale per
qualsiasi tossicodipendente in via di recupero, i mesi
successivi saranno anch'essi cruciali negli sforzi della
persona cara per creare una nuova vita.
Il tempo trascorso in riabilitazione fornirà alla persona cara
gli strumenti di cui ha bisogno per affrontare la vita senza
ricorrere alla droga. Questo non significa che non ci
saranno comunque momenti difficili in futuro. Quando il tuo
amico o familiare completa la riabilitazione, dovresti
lavorare con lui su come può creare nuovi ambienti, nuovi
gruppi, nuove attività e nuove condizioni di vita.
La tua missione a questo punto diventa quella di aiutare la
persona cara a continuare il processo di recupero iniziato
dal centro di riabilitazione. E una parte importante di ciò
significa portarla in nuovi ambienti e creare stabilità nella
sobrietà in questo modo.
Narconon Alfiere APS
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sabato 25 aprile 2026
Armando
"Ritengo che il completamento di questi procedimenti
abbia rappresentato, per me, una delle esperienze più
significative. In particolare, questo risultato riguarda la
comprensione delle manifestazioni durante il corso dei
procedimenti.
Ricordo chiaramente una notte, prima di entrare al Narconon
Alfiere: dovevo rientrare a casa ed ero sotto l’effetto della
cocaina. Non avevo il coraggio di farlo, poiché sapevo che mi
avrebbe atteso uno scontro con la mia famiglia. Nonostante ciò,
trovai il coraggio di rientrare. Aprii la porta ed entrai: tutti erano
presenti e stavano guardando un programma comico alla
televisione, ma nessuno rideva. Ci salutammo e mi chiesero
semplicemente: “Come stai?”. A differenza del solito, non
reagirono con litigi.
Mi ritirai nella mia stanza e mi sedetti sulla poltrona della
scrivania. Iniziai a riflettere sul motivo di quel silenzio: il fatto
che non mi avessero detto nulla ebbe su di me un forte impatto.
Per la prima volta, dopo molto tempo, mi fermai a considerare il
mio comportamento e l’energia negativa che stavo
trasmettendo all’interno della mia famiglia.
Ripensando ai numerosi episodi del passato, iniziai a vedermi
come una persona egoista e insensibile nei confronti dei miei
familiari. Uno dopo l’altro, ricordi che mi opprimevano
riaffiorarono, portandomi alla consapevolezza di aver smarrito
valori fondamentali quali la verità, l’amore, il rispetto, la lealtà e
molti altri.
Giunsi così alla conclusione che, a quel punto della mia vita,
stavo vivendo esclusivamente per la droga, perdendo ogni
interesse per il resto. Questa riflessione generò una profonda
preoccupazione per la mia salute mentale e per la condizione in
cui ero giunto. Ciò che più mi colpiva era rendermi conto di
possedere ancora un minimo di consapevolezza: riuscivo a
vedere la realtà, ma non ero in grado di reagire né di
intraprendere iniziative per cambiare.
Mi chiedevo spesso se sarei mai riuscito a compiere un passo
concreto, anche semplice, verso un miglioramento, ma tutto mi
appariva distante e irraggiungibile.
Dopo circa una settimana, incontrai i miei fratelli, i quali mi
offrirono la possibilità di intraprendere il programma. Accettai
immediatamente. Per la prima volta dopo tanto tempo, presi
una decisione giusta. Questo mi fece sentire meglio e più
sereno.
Oggi mi trovo qui e posso affermare di sentirmi completamente
diverso rispetto a quella notte, piena di pensieri negativi. Grazie
agli obiettivi raggiunti, riconosco in me cambiamenti profondi e
concreti. Dentro di me, mi sento più forte mentalmente e
fisicamente. Ho riscoperto molte capacità e il desiderio di
volermi bene. Mi sento, e sono, più capace di vivere nel
presente e di concentrarmi su ciò che devo fare. Mi assumo le
mie responsabilità e le porto a termine senza che gli altri
debbano dirmi cosa fare. Accetto e affronto la realtà così com’è
e, se qualcosa non va, sono in grado di migliorarla fornendo il
mio contributo.
Sono orientato verso il mio scopo e sono in grado di mantenere
il controllo fino al suo raggiungimento. Oggi sono una persona
che non spreca più le opportunità che la vita offre, così come
non sto sprecando questa occasione. Ho lasciato andare il mio
vecchio stile di vita (o di morte) e sto aprendo la strada a una
nuova esistenza piena di felicità; il mio obiettivo è rimanere in
questa nuova condizione.
Voglio portare a termine il programma Narconon e diventare più
forte, acquisendo così ancora più abilità per affrontare la vita
fuori dal percorso e ogni situazione che il futuro mi riserverà."
Armando
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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venerdì 24 aprile 2026
Soldi
L’approvvigionamento di droghe e alcol è interamente
alimentato dal denaro. Quando una persona diventa un
forte bevitore o un tossicodipendente, le conseguenze
finanziarie sono inevitabili e spesso devastanti. Il
denaro manca, oppure circola in modo anomalo e
difficile da giustificare: con l’aumentare della
dipendenza, possono essere spesi anche migliaia di
euro a settimana, senza controllo o pianificazione.
Le priorità cambiano radicalmente: ciò che prima era essenziale
– casa, famiglia, salute – passa in secondo piano rispetto al
bisogno compulsivo della sostanza.
Spesso i tossicodipendenti non riescono a mantenere un
impiego stabile. Ritardi, assenze, calo delle prestazioni e
perdita di affidabilità portano rapidamente alla perdita del
lavoro. Senza un reddito costante, le riserve economiche si
esauriscono nel giro di poco tempo. A quel punto inizia una
spirale discendente: prima vengono venduti gli oggetti
personali, anche quelli di valore affettivo, poi si passa a
sottrarre denaro a familiari e amici, spesso accompagnando
questi comportamenti con bugie e manipolazioni.
Quando anche queste risorse si esauriscono, la disperazione
può spingere verso il crimine. Taccheggi, furti, truffe, rapine o
spaccio diventano mezzi per sostenere la dipendenza. Non si
tratta più di scelte razionali, ma di azioni dettate da un bisogno
che domina la volontà e altera il giudizio. Questo porta a
conseguenze legali, sociali e morali sempre più gravi.
Se noti cambiamenti finanziari inspiegabili – denaro che
scompare o aumenta in modo ingiustificato – è importante non
ignorare questi segnali. Possono essere indicatori concreti di
una dipendenza in atto e di comportamenti correlati che
richiedono attenzione e intervento tempestivo.
Il Narconon Alfiere offre un percorso per interrompere questo
ciclo distruttivo. Non si limita ad affrontare l’uso di sostanze, ma
aiuta la persona a recuperare il senso di responsabilità, a
ristabilire valori etici e a ricostruire una vita stabile, anche dal
punto di vista economico.ù
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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giovedì 23 aprile 2026
Alcolismo
La disintossicazione dall’alcol è un aspetto da prendere
in seria considerazione per una vita libera da questa
sostanza. Va detto che non bere per un lungo periodo
non significa essere disintossicati perché i residui
tossici rimangono intrappolati per anni nei tessuti
adiposi del corpo e come tali, stimolano la persona a
bere e quindi a ricadere.
Un lavoro completo sarebbe quindi quello di disintossicarsi
dall’alcol con un trattamento che prevede l’eliminazione
completa di tutte queste impurità ed essere completamente
libero da questa impellente voglia di bere.
Il lavoro di disintossicazione dall’alcol è comunque una
parte di un programma più che prevede anche una parte
riabilitativa e formativa dove attraverso varie fasi, si va a
comprensione di molti aspetti individuali i quali hanno
indotto la persona ad essere schiava dell’alcol. Il lavoro
dunque non ha nulla a che fare con un aspetto medico ma
con un percorso naturale, psicologico e formativo.
L’alcolismo è un disagio individuale, eccedere nel bere
funge da anestetico, lo sballo dell’alcol è visto come un
liberarsi da impedimenti di qualsiasi tipo,. Ovviamente il
prezzo da pagare è altissimo e se non si interviene il prima
possibile il rischio di perdere la vita è molto alto. Spesso
inoltre, l’alcolista non riconosce il problema e questo non fa
altro che aggravare la sua situazione.
Narconon Alfiere è all’avanguardia nel trattare casi di
alcolismo e adotta un sistema di disintossicazione dall’alcol
in modo totalmente naturale in quanto contrario a
trattamenti con sostitutivi di alcol o addirittura psicofarmaci.
La disintossicazione da residui tossici avviene in sauna e
tramite sudorazione tutte le sostanze intrappolate
nell’organismo vengono espulse, il corpo è definitivamente
purificato e di conseguenza la persona non sente più il
bisogno di bere.
Aspetto fondamentale del programma, ma ovviamente non
risolutivo perché il lavoro successivo alla disintossicazione è
quello di portare la persona alla comprensione di come tutto
ciò sia potuto accadere, delle vere cause che lo hanno
portato a diventare alcolista e di conseguenza tornare ad
avere le responsabilità necessarie per vivere una vita libera
per sempre dalla schiavitù dell’alcol.
Narconon Alfiere opera in questo campo da più di 30 anni e
ha sempre gestito con successo casi di persone dipendenti
dall’alcol e che in tutti i modi avevano o hanno voglia di
cambiare vita e vivere felici.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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mercoledì 22 aprile 2026
Anna
Stare di fronte a tutte le mancanze di una vita può
essere molto doloroso, quasi insopportabile, perché
riporta a galla errori, rimorsi e occasioni perdute.
Tuttavia, è proprio questo confronto sincero che
permette di comprendere, accettare e trasformare il
passato, liberando la mente e aprendo finalmente la
strada a un futuro più sereno.
“Questo esercizio è stato il più tosto per me, fino ad ora,
a livello emotivo. Mi si è aperto un mondo impossibile.
Quell’impossibile che mi ha trafitto con sensi di colpa
inaccettabili e imperdonabili. Una tortura.
Fino ad oggi ho convissuto con i rimorsi che mi
logoravano dentro, e la destabilizzazione del “non
accettare” era sempre pronta a spuntare fuori, pronta a
ricordarmi cosa ho combinato, che persona sono stata e
che il tempo perso con la mia bambina non me lo darà
indietro nessuno.
Per perdonarmi ho dovuto stare di fronte a quel pezzo di
vita che non volevo ricordare, allo sbaglio più grande che
abbia mai fatto. Un pensiero paragonabile a un cappio al
collo.
Oggi accetto il mio passato. Oggi capisco cosa ho fatto e
cosa sono stata davvero. Per lo stesso motivo, oggi ci
convivo in maniera più pacifica.
Perciò oggi mi perdono sul serio, vado avanti sul
programma Narconon e mi metto nella corsia di
sorpasso, perché anche stavolta ho vinto."
Anna
Narconon Alfiere APS
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