Ugo Ferrando Narconon Alfiere
Prevenzione e riabilitazione droghe e alcol
martedì 10 febbraio 2026
Jessica vince ancora
“Quando perdi te stesso, perdi tutto. Perdi la fiducia, la
stabilità, la sicurezza, la lucidità e, purtroppo, anche la
felicità. I sogni, i progetti e gli obiettivi non esistono più.
Cominci davvero a essere stanco di tutto, perché è proprio
quello che mi sono tolta facendo uso di droga: tutto. Tutto,
fatta eccezione per la tenacia che, nel bene e purtroppo
anche nel male, non mi ha mai abbandonata fino in fondo.
Grazie a questa tenacia e a questo programma, sto
combattendo la battaglia più difficile della mia vita. Mi sto
scontrando con il vero mostro di questa storia: me stessa.
È Jessica contro l’altra Jessica. Ed è meraviglioso vedere e
capire che la vera me sta vincendo. Anzi, sta vincendo
davvero.
Verso la fine del programma di disintossicazione, per la
prima volta nella mia vita, sono arrivata alla consapevolezza
dell’ “io ce la farò”. E tutto è cambiato all’improvviso. Quelle
maledette catene che mi tenevano stretta e aggrappata al
nulla più totale non ci sono più. Ed è tutto tremendamente
magnifico.
È come vivere la vita con le luci accese: si vede tutto in
modo chiaro e limpido. Qualcosa comincia finalmente a
prendere la piega giusta e io mi sento più leggera. Sto
mettendo tutta me stessa per trovare le chiavi della mia
nuova vita, e grazie a questa forza ritrovata realizzo di
essere, finalmente, orgogliosa di me stessa.
Vivere i miei cambiamenti, step by step, è incredibilmente
gratificante, soprattutto considerando che la speranza
iniziale di riuscire nella mia disintossicazione era
praticamente pari a zero. Mi sembrava qualcosa di surreale.
Con grande piacere e stupore ho capito di essermi sbagliata
e di possedere davvero la capacità di cambiare. Sono una
persona nuova ora. Tutta da scoprire e che merita quelle
dannate chiavi per una nuova vita.
Perché sì: ora mi voglio bene!”
Jessica
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
lunedì 9 febbraio 2026
60° Anniversario
Nel febbraio del 1966 nasceva il programma Narconon, in
un periodo storico in cui il problema della dipendenza da
droghe iniziava a manifestarsi in modo evidente, ma le
risposte erano spesso frammentarie, punitive o
farmacologiche. In sessant’anni di attività, Narconon ha
rappresentato un approccio radicalmente diverso: mettere
al centro l’essere umano, la sua dignità, la sua capacità di
recupero e di autodeterminazione.
Il contributo del Narconon all’umanità è stato, ed è tuttora,
enorme perché ha dimostrato che uscire dalla dipendenza è
possibile senza sostituire una droga con un’altra e senza
etichettare la persona come “malata a vita”. Il programma si
fonda su un percorso strutturato che lavora sul corpo, sulla
mente e sulla responsabilità personale, aiutando l’individuo a
recuperare lucidità, stabilità e fiducia in sé stesso.
In sei decenni, migliaia di persone in tutto il mondo hanno
ritrovato una vita libera dalle droghe grazie al programma
Narconon. Non si tratta solo di numeri, ma di storie concrete:
famiglie ricostruite, relazioni riparate, individui che sono tornati
a essere una risorsa per la società. Questo impatto sociale è
uno degli aspetti più significativi del programma, perché ogni
persona recuperata rappresenta un beneficio che si estende
ben oltre il singolo individuo.
Un altro elemento fondamentale è l’impegno costante nella
prevenzione e nell’educazione dei più giovani. Narconon ha
sempre sostenuto che la conoscenza è uno strumento chiave
per contrastare la diffusione delle droghe. Informare in modo
chiaro, diretto e basato sui fatti permette alle persone,
soprattutto ai giovani, di fare scelte più consapevoli e
responsabili.
A sessant’anni dalla sua nascita, Narconon non è solo un
programma di recupero, ma una visione: quella di una società
in cui l’uomo non sia schiavo delle sostanze, ma padrone delle
proprie scelte. Dal 1966 a oggi, questo approccio ha lasciato un
segno profondo e duraturo, configurandosi come un autentico e
continuo contributo all’umanità.
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Narconon Alfiere APS
sabato 7 febbraio 2026
Bacchetta magica e Programma Narconon
Quando si parla di uscire dalla dipendenza, molti
cercano ancora una bacchetta magica. Qualcosa che
faccia sparire il problema senza passare dal problema
stesso. Una soluzione rapida, indolore, possibilmente
definitiva, che permetta di tornare alla vita di prima
senza averla davvero affrontata.
La bacchetta magica, in questo contesto, è l’idea che
basti un intervento esterno: una sostanza sostitutiva,
una frase motivazionale, un evento risolutivo, una
decisione presa “una volta per tutte”. È un approccio
comprensibile, perché la dipendenza stanca, logora e fa
paura. Ma ha un limite evidente: non cambia la persona,
cambia solo la speranza.
Il Programma Narconon nasce esattamente all’opposto di
questa logica. Non promette miracoli. Non dice “sparirà tutto
subito”. Non offre scorciatoie. Al contrario, parte da un
presupposto scomodo ma concreto: la dipendenza non è solo
una questione chimica, ma un insieme di abitudini, reazioni,
meccanismi mentali e fisici che si sono strutturati nel tempo. E
ciò che si è strutturato nel tempo, richiede un percorso per
essere sciolto.
La 'bacchetta magica' lavora sull’illusione del risultato
immediato. Il Programma Narconon lavora sul processo.
Una differenza fondamentale sta nel ruolo della persona. Con la
bacchetta magica il soggetto è passivo: aspetta che qualcosa
accada. Nel Programma Narconon la persona diventa attiva,
coinvolta, responsabile del proprio recupero.
Un’altra differenza chiave riguarda i risultati. La bacchetta
magica, quando “sembra funzionare”, produce effetti fragili:
miglioramenti brevi, entusiasmo temporaneo, seguiti spesso da
ricadute o sostituzioni. Il Programma Narconon punta invece a
risultati stabili, perché lavora sul corpo, sulla mente e sul
comportamento quotidiano, passo dopo passo.
C’è poi l’aspetto più sottovalutato: la ricostruzione della fiducia
in se stessi. La bacchetta magica, fallendo, rafforza l’idea di non
farcela. Il Programma Narconon, attraverso risultati progressivi,
restituisce alla persona una certezza fondamentale: posso farlo,
perché lo sto facendo. Il Programma Narconon trasforma
davvero. E nel recupero dalla dipendenza, la differenza tra
illusione e metodo non è teorica: è la differenza tra tornare a
sperare e tornare a vivere.
Narconon Alfiere APS
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venerdì 6 febbraio 2026
Uso moderato
Sebbene nel corso del tempo non siano mai mancati coloro
che difendono l’idea di un uso moderato e “controllato” di
alcol o droghe come qualcosa di normale e socialmente
accettabile, oggi un numero sempre maggiore di studi,
osservazioni cliniche ed esperienze dirette dimostra una
realtà diversa. Non esiste un livello realmente “sicuro” di
consumo. Ogni sostanza psicoattiva, anche se assunta
saltuariamente o con l’illusione del controllo, agisce sul
corpo e sulla mente alterandone l’equilibrio naturale.
Un elemento spesso sottovalutato è la progressività del danno.
Più sostanze una persona utilizza e più a lungo lo fa, maggiore
è l’impatto negativo su salute fisica, stabilità emotiva, relazioni
affettive e capacità di prendere decisioni lucide. Il
deterioramento raramente è improvviso: è graduale, silenzioso,
e proprio per questo pericoloso. Molti consumatori “ricreativi”
affermano di potersi fermare quando vogliono, di non essere
disturbati dall’uso di alcol o droghe. Nella pratica, però, questa
percezione spesso non corrisponde alla realtà. Il controllo, una
volta intaccato, viene sostituito dall’abitudine, poi dal bisogno,
infine dalla dipendenza.
Esistono segnali chiari che indicano quando il consumo sta
diventando dannoso: cambiamenti di umore, giustificazioni
continue, isolamento, calo delle prestazioni lavorative o
familiari, difficoltà a rispettare impegni e promesse. Quando
l’abitudine prende il sopravvento e l’individuo perde la capacità
di scegliere liberamente, non si tratta più di una questione di
forza di volontà, ma di una condizione che richiede aiuto
concreto.
Se questo sta accadendo a una persona cara, attendere che la
situazione peggiori è un errore comune ma grave. La
dipendenza tende a rafforzarsi nel tempo, trascinando con sé
chi ne soffre e chi gli sta vicino in una spirale discendente.
Intervenire oggi può fare la differenza tra un problema affrontato
e una vita compromessa.
Narconon Alfiere offre supporto qualificato, strumenti pratici e
un ambiente sicuro per recuperare il pieno controllo della
propria vita.
Narconon Alfiere APS
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giovedì 5 febbraio 2026
Studiare la vita
Lo studio della vita è parte integrante della riabilitazione
perché liberarsi dalla tossicodipendenza non significa
soltanto smettere di usare una sostanza, ma imparare
finalmente a vivere in modo consapevole e onesto. La
dipendenza nasce e si rafforza quando una persona
perde il contatto con se stessa, con le proprie
responsabilità e con la capacità di affrontare le difficoltà
dell’esistenza. In questo senso, la riabilitazione diventa
un percorso di conoscenza, comprensione e crescita
personale.
Al Narconon Alfiere lo studio della vita non è teorico né astratto,
ma pratico, applicabile ogni giorno, legato alle esperienze reali
e alle situazioni concrete che ciascun individuo si trova ad
affrontare.
Quando una persona dipendente interrompe l’uso di droghe, si
trova spesso disorientata, priva di strumenti per gestire
emozioni, relazioni, problemi e decisioni. È proprio qui che lo
studio diventa fondamentale: comprendere le dinamiche della
vita, il rapporto tra cause ed effetti, l’importanza delle scelte
personali e della responsabilità individuale permette di
recuperare stabilità e lucidità. Studiare la vita significa imparare
a osservare ciò che accade senza fuggire, riconoscere i propri
errori senza esserne schiacciati e trovare soluzioni invece di
cercare anestesie.
Nel programma Narconon, lo studio accompagna ogni fase
della riabilitazione e aiuta la persona a ricostruire la propria
identità. Non si tratta di accumulare nozioni, ma di acquisire
competenze interiori: saper affrontare lo stress, gestire le
relazioni, rispettare se stessi e gli altri, porsi obiettivi realistici e
costruire un futuro libero dalle droghe. Questo processo
restituisce dignità, autostima e fiducia nelle proprie capacità,
elementi indispensabili per mantenere la sobrietà nel tempo.
La vera libertà non è solo l’assenza di sostanze, ma la capacità
di vivere pienamente, con consapevolezza e responsabilità.
Studiare la vita significa imparare a stare nel mondo senza
paura, senza dipendenze e senza scorciatoie distruttive. Per
questo, al Narconon Alfiere, lo studio della vita non è un
complemento della riabilitazione: ne è una parte essenziale e
insostituibile.
Narconon Alfiere APS
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mercoledì 4 febbraio 2026
La bestia nera
L'alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in
termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e
cocaina. Sono alcuni dei dati che emergono da un
articolato e complesso rapporto di ricerca su "Salute,
previdenza e legalità". In Italia sono stati 435mila i morti
per malattie alcol-correlate, incidenti, omicidi e suicidi ad
esso dovuti. Si beve ovunque, a qualunque ora, sempre più
lontano dai pasti e soprattutto tra i più giovani.
Oltre 6 italiani su 10 mettono l'alcol in relazione alla
convivialità, al relax, al piacere e alla spensieratezza
(63,4%); solo un quarto, al contrario, lo associa a concetti
negativi, come la fuga dai problemi, la perdita di controllo e
il pericolo (25,6%).
L'indagine ha coinvolto giovani studenti, adolescenti,
cittadini e medici. Il fenomeno è stato osservato attraverso
tre diverse indagini campionarie, ciascuna delle quali
disegna un quadro completo di come sono cambiate e
stanno cambiando le abitudini del bere nel nostro paese, di
quanto sia diffuso e radicato il fenomeno tra i giovani, di
come si è modificata l'immagine del consumatore, anche e
soprattutto come conseguenza dei messaggi trasmessi dai
media.
Sebbene il tema dell'alcolismo venga percepito dai cittadini
italiani maggiorenni come problema sociale in modo meno
netto rispetto a trent'anni fa (oggi lo ritiene un problema
rilevante il 35,4% rispetto al 66% del 1984, anno della prima
indagine Eurispes), emergono però frequenti eccessi nel
consumo.
Alla metà degli intervistati capita, infatti, di eccedere con
l'alcol, anche "qualche volta" (47,7%), ovvero il 14% in più
rispetto al 2010 (22esimo Rapporto Italia, Eurispes). E lo si
fa per diverse ragioni: il 28% per "piacere" (nel 2010 la
quota era del 49,4%), un quarto per "stare meglio con gli
altri" (il 12,1% in più rispetto al 2010), il 23,7% per
"rilassarsi" (1'8,8% in più rispetto al 2010), il 9,2% per
"affrontare una situazione complicata" (contro il 2,6%), il
2,2% per "reagire a un insuccesso" (contro 11,2%).
Un terzo degli intervistati ha giocato con gli amici a chi beve
di più (33,1%) e una identica percentuale rivela di aver visto
un amico o un conoscente riprendersi o farsi riprendere in
video mentre beveva.
La birra è in cima ai desideri dei giovanissimi, seguono il
vino, poi shottini e superalcolici. Il consumo è sempre più
extracasalingo, indipendente dal pasto e legato a momenti
di divertimento e allo "sballo": il 28,6% beve al pub, il 21,4%
in discoteca, solo due su dieci bevono a tavola. Insomma, il
drink alcolico è considerato una sorta di "rito di passaggio
sociale" che caratterizza la fine dell'infanzia.
E il tradizionale divario tra i due sessi risulta oggi assai più
contenuto rispetto al passato. L'indagine fa emergere poi un
aspetto sconcertante: oltre la metà dei minori ha acquistato
alcolici (54,4%) nonostante la legge italiana lo vieti e
obblighi il venditore a chiedere un documento d'identità. Di
questi, oltre un quinto dichiara che non gli è stato mai
chiesto il documento al momento dell'acquisto (21,7%).
Se conosci qualcuno che ha bisogno di ricevere aiuto per
una dipendenza da alcol, telefona subito al numero verde
del Narconon Alfiere. Un consulente risponderà per
consigliare la miglior strategia e agevolare la riabilitazione
quanto prima.
Narconon Alfiere APS
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martedì 3 febbraio 2026
Parliamo di soldi
Mantenere una dipendenza richiede tempo, energie e
soprattutto denaro. Droga e alcol non sono mai
economici: anche quando sembrano “abbordabili”, nel
lungo periodo diventano un pozzo senza fondo. Molte
persone, nel tentativo di sostenere la propria
dipendenza, finiscono per bruciare rapidamente i
risparmi di una vita, svuotare conti correnti, vendere
oggetti di valore, indebitarsi o chiedere continuamente
aiuto economico a familiari e amici. Tutto questo genera
un circolo vizioso che peggiora progressivamente la
qualità della vita.
Più a lungo la dipendenza continua, più diventa difficile
riacquistare stabilità finanziaria. Il denaro non viene più
gestito con lucidità, le priorità si capovolgono e spesso il
lavoro viene compromesso: assenze, calo di rendimento,
perdita dell’occupazione. A quel punto, non è solo la
dipendenza a controllare la persona, ma anche il caos
economico che ne deriva, alimentando stress, vergogna e
senso di impotenza.
Per questo motivo, prima una persona riesce a diventare
sobria, meglio starà anche dal punto di vista finanziario.
Smettere di usare droghe o alcol non significa diventare
automaticamente ricchi, ma rappresenta il primo passo
concreto per fermare l’emorragia economica. Senza il peso
della dipendenza, diventa possibile pianificare, risparmiare,
lavorare con continuità e iniziare a ricostruire ciò che è stato
perso.
La sobrietà restituisce qualcosa di ancora più importante del
denaro: la capacità di scegliere. L’obiettivo del programma
Narconon è proprio questo: ripristinare la capacità di una
persona di fare scelte positive, consapevoli e libere dalle
sostanze. Grazie a un percorso strutturato e collaudato,
Narconon ha dimostrato, attraverso la sua storia di
successi, che una persona può liberarsi definitivamente
dalla droga e tornare a essere protagonista della propria
vita.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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