Ugo Ferrando Narconon Alfiere
Prevenzione e riabilitazione droghe e alcol
giovedì 5 febbraio 2026
Studiare la vita
Lo studio della vita è parte integrante della riabilitazione
perché liberarsi dalla tossicodipendenza non significa
soltanto smettere di usare una sostanza, ma imparare
finalmente a vivere in modo consapevole e onesto. La
dipendenza nasce e si rafforza quando una persona
perde il contatto con se stessa, con le proprie
responsabilità e con la capacità di affrontare le difficoltà
dell’esistenza. In questo senso, la riabilitazione diventa
un percorso di conoscenza, comprensione e crescita
personale.
Al Narconon Alfiere lo studio della vita non è teorico né astratto,
ma pratico, applicabile ogni giorno, legato alle esperienze reali
e alle situazioni concrete che ciascun individuo si trova ad
affrontare.
Quando una persona dipendente interrompe l’uso di droghe, si
trova spesso disorientata, priva di strumenti per gestire
emozioni, relazioni, problemi e decisioni. È proprio qui che lo
studio diventa fondamentale: comprendere le dinamiche della
vita, il rapporto tra cause ed effetti, l’importanza delle scelte
personali e della responsabilità individuale permette di
recuperare stabilità e lucidità. Studiare la vita significa imparare
a osservare ciò che accade senza fuggire, riconoscere i propri
errori senza esserne schiacciati e trovare soluzioni invece di
cercare anestesie.
Nel programma Narconon, lo studio accompagna ogni fase
della riabilitazione e aiuta la persona a ricostruire la propria
identità. Non si tratta di accumulare nozioni, ma di acquisire
competenze interiori: saper affrontare lo stress, gestire le
relazioni, rispettare se stessi e gli altri, porsi obiettivi realistici e
costruire un futuro libero dalle droghe. Questo processo
restituisce dignità, autostima e fiducia nelle proprie capacità,
elementi indispensabili per mantenere la sobrietà nel tempo.
La vera libertà non è solo l’assenza di sostanze, ma la capacità
di vivere pienamente, con consapevolezza e responsabilità.
Studiare la vita significa imparare a stare nel mondo senza
paura, senza dipendenze e senza scorciatoie distruttive. Per
questo, al Narconon Alfiere, lo studio della vita non è un
complemento della riabilitazione: ne è una parte essenziale e
insostituibile.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
mercoledì 4 febbraio 2026
La bestia nera
L'alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in
termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e
cocaina. Sono alcuni dei dati che emergono da un
articolato e complesso rapporto di ricerca su "Salute,
previdenza e legalità". In Italia sono stati 435mila i morti
per malattie alcol-correlate, incidenti, omicidi e suicidi ad
esso dovuti. Si beve ovunque, a qualunque ora, sempre più
lontano dai pasti e soprattutto tra i più giovani.
Oltre 6 italiani su 10 mettono l'alcol in relazione alla
convivialità, al relax, al piacere e alla spensieratezza
(63,4%); solo un quarto, al contrario, lo associa a concetti
negativi, come la fuga dai problemi, la perdita di controllo e
il pericolo (25,6%).
L'indagine ha coinvolto giovani studenti, adolescenti,
cittadini e medici. Il fenomeno è stato osservato attraverso
tre diverse indagini campionarie, ciascuna delle quali
disegna un quadro completo di come sono cambiate e
stanno cambiando le abitudini del bere nel nostro paese, di
quanto sia diffuso e radicato il fenomeno tra i giovani, di
come si è modificata l'immagine del consumatore, anche e
soprattutto come conseguenza dei messaggi trasmessi dai
media.
Sebbene il tema dell'alcolismo venga percepito dai cittadini
italiani maggiorenni come problema sociale in modo meno
netto rispetto a trent'anni fa (oggi lo ritiene un problema
rilevante il 35,4% rispetto al 66% del 1984, anno della prima
indagine Eurispes), emergono però frequenti eccessi nel
consumo.
Alla metà degli intervistati capita, infatti, di eccedere con
l'alcol, anche "qualche volta" (47,7%), ovvero il 14% in più
rispetto al 2010 (22esimo Rapporto Italia, Eurispes). E lo si
fa per diverse ragioni: il 28% per "piacere" (nel 2010 la
quota era del 49,4%), un quarto per "stare meglio con gli
altri" (il 12,1% in più rispetto al 2010), il 23,7% per
"rilassarsi" (1'8,8% in più rispetto al 2010), il 9,2% per
"affrontare una situazione complicata" (contro il 2,6%), il
2,2% per "reagire a un insuccesso" (contro 11,2%).
Un terzo degli intervistati ha giocato con gli amici a chi beve
di più (33,1%) e una identica percentuale rivela di aver visto
un amico o un conoscente riprendersi o farsi riprendere in
video mentre beveva.
La birra è in cima ai desideri dei giovanissimi, seguono il
vino, poi shottini e superalcolici. Il consumo è sempre più
extracasalingo, indipendente dal pasto e legato a momenti
di divertimento e allo "sballo": il 28,6% beve al pub, il 21,4%
in discoteca, solo due su dieci bevono a tavola. Insomma, il
drink alcolico è considerato una sorta di "rito di passaggio
sociale" che caratterizza la fine dell'infanzia.
E il tradizionale divario tra i due sessi risulta oggi assai più
contenuto rispetto al passato. L'indagine fa emergere poi un
aspetto sconcertante: oltre la metà dei minori ha acquistato
alcolici (54,4%) nonostante la legge italiana lo vieti e
obblighi il venditore a chiedere un documento d'identità. Di
questi, oltre un quinto dichiara che non gli è stato mai
chiesto il documento al momento dell'acquisto (21,7%).
Se conosci qualcuno che ha bisogno di ricevere aiuto per
una dipendenza da alcol, telefona subito al numero verde
del Narconon Alfiere. Un consulente risponderà per
consigliare la miglior strategia e agevolare la riabilitazione
quanto prima.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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martedì 3 febbraio 2026
Parliamo di soldi
Mantenere una dipendenza richiede tempo, energie e
soprattutto denaro. Droga e alcol non sono mai
economici: anche quando sembrano “abbordabili”, nel
lungo periodo diventano un pozzo senza fondo. Molte
persone, nel tentativo di sostenere la propria
dipendenza, finiscono per bruciare rapidamente i
risparmi di una vita, svuotare conti correnti, vendere
oggetti di valore, indebitarsi o chiedere continuamente
aiuto economico a familiari e amici. Tutto questo genera
un circolo vizioso che peggiora progressivamente la
qualità della vita.
Più a lungo la dipendenza continua, più diventa difficile
riacquistare stabilità finanziaria. Il denaro non viene più
gestito con lucidità, le priorità si capovolgono e spesso il
lavoro viene compromesso: assenze, calo di rendimento,
perdita dell’occupazione. A quel punto, non è solo la
dipendenza a controllare la persona, ma anche il caos
economico che ne deriva, alimentando stress, vergogna e
senso di impotenza.
Per questo motivo, prima una persona riesce a diventare
sobria, meglio starà anche dal punto di vista finanziario.
Smettere di usare droghe o alcol non significa diventare
automaticamente ricchi, ma rappresenta il primo passo
concreto per fermare l’emorragia economica. Senza il peso
della dipendenza, diventa possibile pianificare, risparmiare,
lavorare con continuità e iniziare a ricostruire ciò che è stato
perso.
La sobrietà restituisce qualcosa di ancora più importante del
denaro: la capacità di scegliere. L’obiettivo del programma
Narconon è proprio questo: ripristinare la capacità di una
persona di fare scelte positive, consapevoli e libere dalle
sostanze. Grazie a un percorso strutturato e collaudato,
Narconon ha dimostrato, attraverso la sua storia di
successi, che una persona può liberarsi definitivamente
dalla droga e tornare a essere protagonista della propria
vita.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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lunedì 2 febbraio 2026
Tu chiamale, se vuoi…
Dietro un problema di dipendenza c’è sempre un fattore
emotivo che è il motivo per cui la persona può prendere la
decisione di iniziare a usare droghe. Le emozioni sono il
pilastro dell'essere umano quando sono ben gestite, la
persona è in grado di affrontare le situazioni della vita e
risolverle senza conseguenze disastrose.
Nel corso della vita, dei mesi, dei giorni e perfino delle ore tutti
sperimentiamo stati d'animo diversi e quando queste emozioni
diventano emozioni negative, il processo decisionale diventa
irrazionale ed è possibile ricorrere a soluzioni malsane che portano
rapidamente a un deterioramento delle condizioni fisiche e mentali.
Una di queste “soluzioni” è il consumo di qualche droga.
Le persone usano droghe perché vogliono cambiare qualcosa nella
loro vita o in altre parole per liberarsi da condizioni indesiderate:
Per adattarsi.
Per fuggire o rilassarsi.
Per scacciare la noia.
Per ribellarsi.
Per sperimentare.
Per togliere un dolore.
Il programma Narconon è un programma che gestisce la dipendenza
nella sua intera struttura. Parte del programma, oltre a disintossicare
efficacemente le persone, gestisce mentalmente l'individuo che
acquiesce la conoscenza per imparare a gestire le emozioni, con
esercizi pratici che consentono all'individuo di sapersi confrontare, di
saper scegliere, di imparare a lasciarsi andare e soprattutto di avere la
capacità di provocare benessere nella propria vita imparando a gestire
le condizioni dell'esistenza.
Se conosci qualcuno che ha un problema di dipendenza e non riesce a
controllare le sue emozioni, al Narconon Alfiere possiamo aiutarlo!
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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sabato 31 gennaio 2026
Una fiammella
In ogni tossicodipendente, anche nei momenti più bui,
esiste una fiammella che non può essere spenta: il
desiderio di riscatto, di una vita migliore, di libertà. Questa
luce interiore, spesso soffocata dal dolore, dalla solitudine
e dalla disperazione, è ciò su cui il centro Narconon Alfiere
sceglie di lavorare. Non si tratta semplicemente di
eliminare le sostanze dall’organismo, ma di proteggere e
alimentare quella scintilla di speranza fino a trasformarla in
una forza concreta per il cambiamento.
Il percorso di riabilitazione offerto dal Narconon Alfiere si
basa su un metodo unico e naturale, privo di farmaci
sostitutivi. Attraverso un processo di disintossicazione
mirato, che include un programma di saune, esercizi fisici e
l’assunzione di vitamine, il corpo viene liberato dalle tossine
accumulate con l’uso delle droghe. Questa fase è
essenziale non solo per il benessere fisico, ma anche per
permettere alla mente di ritrovare lucidità e stabilità.
Ma il cuore del programma è il lavoro sulla persona. Ogni
ospite viene accompagnato in un percorso di crescita
personale che lo aiuta a riscoprire i propri valori, a
riconoscere e affrontare le cause profonde della dipendenza
e a sviluppare nuove abilità per gestire le sfide della vita.
Attraverso esercizi di consapevolezza e comunicazione,
l'ospite impara a ristabilire il controllo su sé stesso, a
rafforzare la propria autostima e a costruire relazioni sane e
positive.
Narconon Alfiere non si limita a spegnere il fuoco della
dipendenza, ma lavora per trasformarlo in energia vitale.
Quella fiammella, che sembrava fragile e sul punto di
spegnersi, diventa il motore della rinascita. Con il giusto
supporto, ogni persona può tornare a vivere con dignità,
forza e libertà. Se tu o un tuo familiare avete bisogno di
aiuto per un programma di riabilitazione completamente
naturale, chiamaci al Narconon Alfiere, possiamo aiutarti!
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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venerdì 30 gennaio 2026
Cosa sei diventata?
L’incredibile cambiamento di personalità in un tossicodipendente
è uno degli aspetti più drammatici e, allo stesso tempo, meno
compresi della dipendenza. Non si tratta solo di un problema fisico
o di una cattiva abitudine: la droga entra nel profondo, modifica il
modo di pensare, di sentire e di relazionarsi con il mondo.
Prendiamo l’eroina. Spesso chi la usa viene descritto come
apatico, distante, emotivamente spento. Una persona che prima
era sensibile, affettuosa o responsabile può trasformarsi in
qualcuno che vive solo per evitare l’astinenza. I valori cambiano:
ciò che prima era inaccettabile diventa “necessario”. Le bugie
diventano frequenti, i rapporti familiari si sgretolano, la dignità
personale passa in secondo piano rispetto alla sostanza.
Con la cocaina e il crack il cambiamento è diverso ma altrettanto
devastante. Qui la personalità può diventare aggressiva, impulsiva,
paranoica. L’euforia iniziale lascia spazio a irritabilità, sospettosità e
sbalzi d’umore violenti. Persone un tempo tranquille e riflessive
possono diventare dominate dall’ansia, dal bisogno di controllo e da
una rabbia improvvisa, incomprensibile per chi sta loro vicino.
Gli allucinogeni, invece, agiscono in modo più subdolo. Possono
alterare la percezione della realtà e, nel tempo, indebolire il senso di
identità. Alcuni sviluppano confusione mentale, difficoltà di
concentrazione, distacco emotivo. La persona non si riconosce più, e
nemmeno gli altri la riconoscono: è come se il carattere originario
fosse stato coperto da una nebbia persistente.
In tutti questi casi, la droga finisce per sostituirsi alla personalità
autentica. Non è più l’individuo a scegliere, ma la sostanza. È
fondamentale comprendere che questo cambiamento non è “colpa”
della persona, ma l’effetto diretto di una dipendenza che prende il
comando della mente e del comportamento.
Al Narconon Alfiere si lavora proprio su questo punto cruciale:
restituire alla persona se stessa. Attraverso un percorso strutturato e
privo di sostituti farmacologici, l’individuo ha la possibilità di
liberarsi dalle droghe e, soprattutto, di recuperare lucidità,
responsabilità e integrità personale. Quando la dipendenza viene
superata, ciò che spesso sorprende di più è vedere riemergere la
personalità originaria: valori, emozioni, capacità e desiderio di vivere
tornano gradualmente al loro posto. Ed è lì che il cambiamento,
finalmente, diventa positivo e reale.
Narconon Alfiere APS
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giovedì 29 gennaio 2026
Rumori mentali
"Mi pare ancora incredibile aver avuto quanto ho ottenuto.
Grazie agli esercizi del programma Narconon, il mondo
attorno a me si è calmato. Il chiasso che ho sempre avuto in
testa finalmente si è spento e la rabbia con cui vivevo ogni
giorno è quasi scomparsa fin dalle prime sedute. Mi sono
sentito subito più calmo, con una profonda sensazione di
benessere mentale.
Fin da piccolo avevo paura di restare solo con la mia testa:
provavo rabbia e stress continui. Non riuscivo nemmeno a
dormire senza rumori di sottofondo, perché odiavo il silenzio e
i miei pensieri. Dopo la prima seduta, invece, il rumore si è
spento. Ho iniziato a essere più calmo e a pensare più
liberamente, fino ad arrivare a stare completamente a mio agio
con me stesso.
Un altro grande successo è stato lo “stare di fronte”. Mi ha
dato la capacità di discutere senza reagire in modo impulsivo,
come facevo in passato, quando arrivavo persino ad alzare le
mani perché non sapevo gestire le emozioni. Ne ho avuto una
prova concreta: davanti a un uomo che mi urlava contro, sono
riuscito ad allontanarmi senza violenza. In passato lo avrei
mandato in ospedale senza pensarci.
In conclusione, sono molto fiero del cammino che ho fatto e
dei risultati ottenuti grazie a questi esercizi."
Daniele
Narconon Alfiere APS
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