Ugo Ferrando Narconon Alfiere
Prevenzione e riabilitazione droghe e alcol
mercoledì 21 ottobre 2026
Il fuoco dentro
"Eccomi qua, sui procedimenti oggettivi che suscitavano
la mia curiosità vedendo chi stava più avanti nel
programma Narconon.
E ora ci sono arrivato, che figata!
Sì, da subito ho sperimentato tanto e sono tornato bambino,
ripercorrendo tappe bellissime della mia vita che erano finite sotto
la cenere, da non ricordare mai più, dimenticando che sotto la
cenere c’è la brace e il "fuoco”.
Sì, proprio “il fuoco” che stavo cercando da tempo, ma non
ricordavo più dove. Fin dalle prime sedute ho rivisto tutto, ma
proprio tutto. Un bambino dispettoso, giocatore di basket e poi…
Il cuoco, sì, proprio lui, il cuoco con “il fuoco dentro”!
Questi esercizi oggettivi sono la cosa più bella finora. Le vittorie
avute qua sono eccezionali e sono sicuro che ne avrò altre, magari
più grosse, nel continuare il programma Narconon. Ora sì, lo
posso dire: ho raggiunto la “vetta del surfista” e chi se non la mia
amata “banda” poteva darmi questa realtà, così vera e bella!
Ora posso contare fino a 10 e prendere le giuste decisioni per il
bene mio e della mia famiglia. In primis, quel dono meraviglioso
di nome Agnese!
Che gioia e che vittorie sto avendo qui, quando so che questo è
solo l’inizio.
Vai così... Motore avanti tutta!"
Niccolò
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
martedì 20 ottobre 2026
Sensi di colpa
Il dizionario definisce il senso di colpa come
"sensazione di aver commesso un errore o di essere
venuti meno a un obbligo”.
Il senso di colpa è spesso un'emozione profondamente
dolorosa e personale. Infatti, è un grande contributo al ciclo
della dipendenza, regolarmente. Il senso di colpa può
portare qualcuno alla droga, può alimentare l'uso continuo di
droghe e influenzare chi sta cercando di smettere.
I tossicodipendenti spesso portano con sé un'enorme
quantità di sensi di colpa. Le azioni commesse quando sono
sotto l'effetto di droghe o alcol sono spesso estranee al
carattere di una persona e sicuramente non sue. Mentre si
disintossicano, i tossicodipendenti spesso vedono questo e
il senso di colpa può subentrare ancora più duramente.
Sapere che queste azioni non avrebbero mai avuto luogo da
sobri può essere una cosa dura da affrontare.
Il senso di colpa è spesso sentito per questi motivi:
Danni finanziari
Impatto sulla famiglia
Danni a se stessi come problemi di salute
Bassa autostima
Rimpianto per cose dette o fatte agli altri
In genere, coloro che abusano di sostanze vivono una vita
di bugie e inganni. Ciò comporta commettere atti disonesti,
mentire o ferire amici e familiari, isolarsi e, naturalmente,
infrangere la legge.
Quando una persona diventa sobria e abbandona il vecchio
stile di vita e i torti ad esso associati, qualcosa deve essere
fatto per tutto il senso di colpa che si porta dietro.
La risposta è fare un esame approfondito di tutti i torti, tutte
le azioni che hanno causato danni a sé stessi e agli altri,
questo può includere azioni non intraprese che hanno
causato danni a sé stessi e agli altri.
Affrontando le azioni e le omissioni che hanno portato al
senso di colpa, chi è in via di recupero può fare i conti con il
passato e iniziare a lasciarlo andare. Questo è un passo
fondamentale per iniziare un futuro migliore, poiché anni di
pensieri negativi su se stessi possono iniziare a essere
sostituiti da una coscienza pulita che può essere utilizzata
per creare una vita migliore.
Il programma Narconon include passaggi per aiutare a
confrontarsi con i sensi di colpa del passato e imparare
come superarli.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
lunedì 19 ottobre 2026
1981
Questa fotografia del secolo scorso ritrae alcuni ragazzi
che, nel 1981, partecipavano al primo programma
Narconon in Italia. Erano giovani che avevano deciso di
lasciarsi alle spalle la dipendenza e di costruire un
futuro diverso.
Da allora sono trascorsi più di quarant’anni. Alcuni di quei
ragazzi oggi sono nonni, hanno una famiglia e una vita che,
in quel lontano 1981, forse non avrebbero neppure osato
immaginare. Ma questa fotografia racconta anche qualcosa
di più grande: la nascita di una bella storia che continua
ancora oggi.
Alcuni di quei giovani, dopo aver completato il programma e
ritrovato fiducia in se stessi, decisero infatti di dedicarsi ad
aiutare altre persone che stavano affrontando le stesse
difficoltà. Conoscevano la sofferenza della dipendenza, ma
soprattutto conoscevano il valore di una possibilità concreta
di ricominciare.
Fu grazie alla loro determinazione, al loro entusiasmo e al
desiderio di condividere ciò che avevano ricevuto che il
programma Narconon si sviluppò progressivamente in Italia
e nel sud Europa. Oggi, a distanza di oltre quarant’anni,
sono migliaia le persone che hanno partecipato al
programma in Italia, Spagna e Macedonia.
Dietro ciascuno di loro c’è una storia, una famiglia, una
speranza. E dietro questa fotografia c’è un messaggio che il
tempo non ha cancellato: quando una persona riesce a
ricostruire la propria vita, può diventare una fonte di
speranza anche per gli altri.
Tutto questo cominciò con pochi ragazzi che, dopo aver
ricevuto un aiuto, decisero che anche altri avrebbero dovuto
avere la stessa opportunità.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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sabato 17 ottobre 2026
Amici veri
"Eccoci qua, un altro passo verso una nuova vita è
stato fatto. Il percorso mi sta stupendo sempre di
più e mi sta regalando emozioni molto belle.
Gli esercizi sono stati molto intensi, ma allo stesso tempo
ho acquisito tanta forza e consapevolezza di me stesso, e
tutto ciò mi fa molto felice e orgoglioso di me stesso.
Ma il percorso dentro il centro non è solamente un viaggio
verso la fine: è una grande scuola per migliorarsi ogni
giorno, sia qui dentro che fuori.
Sono carico, ho tante emozioni e sono molto curioso di
cominciare gli esercizi per continuare questo percorso e
proseguire il viaggio verso una nuova vita.
Un ringraziamento particolare va a una persona vera, di
grande valore, che non solo mi ha aiutato tantissimo ad
affrontare gli esercizi, ma mi ha dato il suo tempo.
Grazie, Roby, non bastano le parole per ringraziarti, perché
il tempo è un dono prezioso e io sono fortunato di aver
avuto il tuo. Grazie di cuore.
E adesso, motore avanti tutta, con tanta carica positiva."
Niccolò
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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venerdì 16 ottobre 2026
Arte e dipendenza
Da secoli arte e dipendenza sembrano intrecciarsi come
due fili dello stesso tessuto, uniti da quella sottile linea
che separa la sensibilità creativa dal dolore profondo.
L’artista, spesso, vive su un confine fragile tra
ispirazione e autodistruzione: il suo desiderio di
percepire di più, di andare oltre i limiti dell’esperienza
comune, può trasformarsi in una trappola.
È accaduto a molti geni della pittura, della letteratura, della
musica e del cinema, per i quali la sostanza diventa
illusoriamente lo strumento per toccare vette più alte di
espressione, ma in realtà apre un baratro di sofferenza.
Emblematico è il cosiddetto “Club dei 27”, quel gruppo di
artisti morti all’età di ventisette anni, tutti accomunati da un
talento straordinario e da una tragica dipendenza: Jimi
Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Cobain e Amy
Winehouse. Le loro vite, bruciate in fretta, raccontano lo
stesso copione: successo improvviso, pressione mediatica,
fragilità interiore e uso di droga o alcol per reggere il peso
della fama e della sensibilità.
Ma dietro il mito romantico dell’artista maledetto si
nasconde una realtà crudele: la sostanza non libera la
creatività, la distrugge.
La tossicodipendenza non è mai stata fonte d’arte, ma
spesso la sua negazione. La sofferenza che produce può
sembrare all’inizio uno stimolo all’introspezione, ma a lungo
andare spegne la mente e il cuore, impedendo la vera
creazione.
I centri di riabilitazione Narconon rappresentano una
possibilità concreta di riscatto per chi ha perso la strada. Il
loro approccio, basato sulla responsabilità personale, la
disintossicazione naturale e la riscoperta del proprio valore,
permette di ritrovare quella chiarezza mentale che la droga
aveva offuscato.
Molti artisti come Nicky Hopkins, tastierista in studio con i
Beatles, i Rolling Stones e gli Who, e Kirstie Alley, celebre
attrice, passati attraverso il programma Narconon,
raccontano di aver riscoperto il piacere di creare con
coscienza, di provare emozioni vere senza bisogno di
alterarsi, di riabbracciare la vita come fonte d’ispirazione.
L’arte è un atto di libertà, non di schiavitù. Il programma
Narconon Alfiere insegna proprio questo: che la felicità e la
creatività non nascono dalla dipendenza, ma dalla conquista
di sé stessi.
Forse se Jimi, Amy o Kurt avessero avuto l’occasione di un
percorso simile, oggi avremmo ancora la loro voce, la loro
chitarra, la loro poesia. Ma il loro destino può almeno essere
un monito: il genio non ha bisogno di droghe, ha bisogno di
vita.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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giovedì 15 ottobre 2026
Presenti!
i “vecchi” graduati del programma Narconon si
presentano spesso al centro Alfiere e noi li accogliamo
come figli affezionati. Ogni volta è una gioia rivederli,
sapere come stanno, ascoltare quello che hanno fatto
dopo il programma e scoprire quanto sono andati
avanti nella loro vita.
Arrivano con le loro belle storie, con i racconti delle difficoltà
superate, delle soddisfazioni conquistate, della famiglia, del
lavoro e delle nuove responsabilità che hanno imparato ad
assumersi. Sono storie belle, perché raccontano soprattutto
di persone che hanno ripreso in mano la propria vita e
hanno continuato a costruire, giorno dopo giorno, qualcosa
di nuovo.
Evan e Matteo - le due persone ai lati della foto - sono un
esempio di questa continuità. Oggi lavorano insieme nel
settore delle costruzioni e, quando tornano al centro, ci
fanno piacere non soltanto per quello che sono riusciti a
realizzare nel lavoro, ma soprattutto per quello che stanno
costruendo nella loro vita.
Perché costruire non significa soltanto mettere insieme
mattoni, cemento e strutture. Significa anche costruire
fiducia, responsabilità, rapporti familiari, amicizie, obiettivi e
progetti per il futuro. Significa imparare a essere presenti,
mantenere la parola data e affrontare le difficoltà senza
tornare alle vecchie abitudini.
Evan e Matteo ci rendono orgogliosi per la costruzione
continua della loro vita. Una costruzione che non finisce mai
e che, giorno dopo giorno, diventa sempre più solida.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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mercoledì 14 ottobre 2026
Gli albori del Narconon
Carcere di Florence, Arizona, USA, 16 febbraio 1967
A sinistra, il detenuto William Benitez riceve una targa di
riconoscimento per i risultati ottenuti nel primo anno del
programma Narconon, da lui avviato all’interno del carcere.
Questa immagine appartiene al primo anno della storia del
Narconon e racconta una vicenda nata in un luogo particolare:
un istituto penitenziario. Bill Benitez, che stava scontando una
pena per droga nel carcere di Florence, cercò un modo diverso
per aiutare le persone che, come lui, si trovavano alle prese
con il problema della droga e con le conseguenze che la
tossicodipendenza poteva avere sulla propria vita.
Nel 1966 iniziò così a utilizzare e studiare alcuni materiali e
principi tratti dalle opere di L. Ron Hubbard, sviluppando un
programma rivolto ai detenuti con problemi di droga. L’iniziativa
prese il nome di Narconon, dalle parole “narcotics” e “no”, e si
proponeva di aiutare le persone a liberarsi dalla dipendenza e a
costruire una vita più responsabile e produttiva.
La targa raffigurata nella fotografia rappresenta quindi un
riconoscimento dei risultati del primo anno di attività e,
soprattutto, testimonia la nascita di un’esperienza che sarebbe
successivamente uscita dalle mura del carcere per svilupparsi
in altri Paesi.
Per il Narconon, questa fotografia conserva un significato
particolare: mostra uno dei primi momenti documentati di quella
storia e ricorda come un’idea nata all’interno di un carcere sia
diventata, nel corso degli anni, un programma internazionale
dedicato alla prevenzione e alla riabilitazione dalle droghe.
A distanza di decenni, l’immagine di Bill Benitez con quella
targa rimane una testimonianza delle origini del movimento
Narconon e dell’idea che anche una persona che si trova in una
situazione difficile possa contribuire concretamente ad aiutare
altre persone a cambiare direzione nella propria vita.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
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