Ugo Ferrando Narconon Alfiere
Prevenzione e riabilitazione droghe e alcol
venerdì 17 luglio 2026
Metanfetamina
La metanfetamina è probabilmente una delle droghe
più "spaventose" in circolazione, principalmente a
causa del terribile effetto che ha sul corpo di chi la
usa.
Sebbene la metanfetamina non causi lo stesso
numero di morti degli oppiacei, ad esempio, bastano
i volti dei tossicodipendenti per capire quanto sia
terribile questa droga.
Più a lungo si fa uso di metanfetamine, maggiore è la
probabilità di subire danni permanenti. Ecco perché è così
fondamentale aiutare i tossicodipendenti a iniziare il
trattamento il prima possibile.
Alcuni degli effetti a lungo termine dell'uso di metanfetamine
includono insonnia, disturbi dell'umore, comportamenti
violenti, confusione, ansia, ecc. È noto che l'uso di
metanfetamine provoca anche sintomi psicotici, come
paranoia, allucinazioni, deliri, ecc.
Se conosci qualcuno che è caduto nelle grinfie della
dipendenza da metanfetamine, devi dare priorità al suo
aiuto. E non puoi semplicemente mandarlo in un centro di
trattamento qualsiasi. Deve essere un centro con le risorse,
gli strumenti, il know-how, il personale e i programmi
necessari per affrontare la dipendenza da metanfetamine.
Ecco perché scegliere il centro di trattamento giusto è così
importante.
Narconon è un programma unico per aiutare le persone a
liberarsi in modo efficace e sicuro dalle trappole della
dipendenza, inclusa la dipendenza da metanfetamine.
Narconon può affrontare sia gli aspetti fisici che quelli
mentali della dipendenza, il che è incredibilmente utile per i
tossicodipendenti in via di recupero. Se conosci qualcuno
che ha bisogno di aiuto per la dipendenza da
metanfetamine, contatta Narconon Alfiere oggi stesso.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
giovedì 16 luglio 2026
Vincenzo
"Sono sempre stato un uomo leggero nelle scelte, labile
persino nelle decisioni importanti. Ho vissuto spesso in
balia delle onde, sulla mia zattera, alla ricerca di una
teoria, di una promessa fatta di estremi, di esperienze
vissute in tutte le salse. Ho sfidato il mare, urlato al
cielo. A volte ero impaurito, e mi stringevo alla mia
zattera, implorando che tutto finisse. In quei momenti
avrei voluto solo affondare e scomparire nel fondo del
mare. Pregavo per un miracolo, e al mio risveglio
chiedevo soltanto una cosa: pace.
Ma quella pace era sempre disturbata, viziata dagli eccessi,
perché volevo tutto, subito, e a modo mio. Per anni ho
vissuto ogni giorno come fosse l’ultimo, distrutto da un
modo di vivere che mi consumava, pieno di rancore e di
odio verso me stesso. Ero avvilito, sfinito da ogni battaglia
contro turbolenze che non riuscivo a controllare, senza una
direzione. Ogni volta che ottenevo qualcosa, la buttavo via.
Mi scocciava subito. Ero dominato da una perenne
insoddisfazione.
Sono arrivato alla deriva, e in quel momento ho davvero
pensato di abbandonare la vita terrena, solo per smettere di
soffrire. Credevo di non meritare più nulla, di non poter più
nemmeno immaginare qualcosa di bello.
Sono arrivato qui al Narconon Alfiere quando non sapevo
più dov’era il nord o il sud. Il sole non lo vedevo più. Senza
orizzonti, nato per morire. Un signor Nessuno in mezzo al
niente. Chiedevo di morire, e anche questo lo facevo a
modo mio: dettando condizioni. Ma ormai non avevo più
forza, non avevo più nulla da dare o da chiedere. Ero solo,
in mezzo a tanti, per mia scelta. Mi stavo punendo per il mio
passato.
Poi è arrivato il primo esercizio, e un’immagine mentale mi
ha paralizzato. Avevo paura di rivivere l’orrore, di affrontare
di nuovo ricordi atroci. Ma grazie all’assistenza degli
operatori, sono riuscito a intravedere il muro che divide il
male dal bene. Un muro così sottile e trasparente che puoi
sbatterci contro… ma non puoi attraversarlo, se il cuore è
chiuso.
Quel muro si dissolve solo con l’amore per la vita. E con il
ritorno ai ritmi naturali della terra, che ogni giorno mi
trasmette energia, speranza e un primo senso di controllo.
Gli obiettivi che sto raggiungendo qui sono come semi.
Sotto di me, ora, sento una montagna a sostenermi. Questo
dolore che ho vissuto, lo porterò con me, ma non come un
peso, bensì come una radice. Lo trasformerò in forza, e lo
investirò negli obiettivi che coltiverò e proteggerò.
Grazie di cuore a chi mi sta aiutando a risalire. Perché,
finalmente, inizio a sentirmi vivo.”
Vincenzo
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
mercoledì 15 luglio 2026
Delirio
L'uso di cocaina produce spesso stati deliranti,
specialmente in caso di abuso ripetuto durante un
breve lasso di tempo. Nella sua forma più comune, la
psicosi da cocaina induce il cocainomane a pensare di
essere spiato, circondato e assediato da uomini, o
anche "presenze" non meglio identificate, o spiato
attraverso microfoni o telecamere.
Tipico è l'atteggiamento di chi, sotto gli effetti della cocaina,
abbassa le tapparelle e si barrica in casa per poi controllare
dallo spioncino o dalle finestre se qualcuno è appostato fuori,
o ascoltare i rumori provenienti dalle pareti nella convinzione
che qualcuno si stia arrampicando sul tetto o lo stia
controllando. Un altro delirio possibile è quello di
infestazione, causato dall'aumentata sensibilità della cute, che
porta la persona a credere di avere qualcosa sotto la pelle
(solitamente animali, di solito piccoli e quindi insetti o
parassiti, o dispositivi elettronici, come microspie o simili).
La persona può tentare di asportare questi presunti corpi
estranei dalle pelle con lame o altri oggetti contundenti,
procurandosi lesioni anche mortali, oltre che deturpanti. I
deliri da cocaina comprendono anche quello di gelosia, in cui
la persona può convincersi, da dettagli insignificanti o per una
interpretazione gratuita di frasi o gesti, che il partner stia
"complottando" alle sue spalle nel senso di un tradimento.
Incorrere in tali conseguenze, purtroppo, è abbastanza
frequente ragion per cui è necessario intervenire in modo
adeguato per aiutare tutti coloro che sono schiavi di questa
droga. Chiedere aiuto è il primo passo per ricostruire una vita
libera dalla droga e guardare al futuro con rinnovata speranza.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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martedì 14 luglio 2026
Fiducia
"Ho imparato a fidarmi delle persone, anche quando le
conosco da poco o hanno avuto storie di vita molto
diverse dalla mia. Ho migliorato notevolmente la mia
capacità di comunicare e, soprattutto, quella di
ascoltare gli altri, anche se credevo che fossero qualità
già consolidate.
Ho compreso l’importanza del rispetto e della comprensione
verso ogni persona, anche nei confronti di chi, inizialmente,
mi sembrava distante o difficile da capire. Ho imparato a
volermi bene, perché stare bene con me stesso significa
poter offrire qualcosa di positivo anche a chi mi circonda.
Avere accanto una persona disfunzionale porta
inevitabilmente problemi, mentre una persona equilibrata
può diventare un sostegno e un esempio.
Seguire questo programma, affrontando ogni giorno nuove
sfide, mi ha insegnato a combattere la svogliatezza, la
sfiducia e la tendenza ad arrendermi. Ho scoperto che il
cambiamento è possibile solo mettendosi in gioco con
costanza e determinazione.
Credo di aver dato un valore aggiunto alla comunità e
desidero proseguire questo percorso. Anche quando è
difficile, continuo a migliorarmi giorno dopo giorno, non per
competere con qualcuno, ma per contribuire a creare
un’atmosfera di pace, rispetto e armonia, nella quale tutti
possano vivere e crescere serenamente."
Alessandro
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
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lunedì 13 luglio 2026
Luca è in controllo
"Sto provando un sollievo che non speravo più di provare.
Ho lasciato alle mie spalle tante situazioni difficili, brutte
sorprese e comportamenti orribili di cui mi sono macchiato
in passato. Una sola parola, chiara, su cui mi sono
soffermato, ha fatto prendere vita a una condizione nuova,
facendo nascere in me il germe di un futuro sereno e
lucido. Ha fatto sì che tutti gli sforzi che ho fatto qui al
Narconon Alfiere si materializzassero e venissero a
consolidare una condizione nuova, finalmente reale e
limpida ai miei occhi. A volte basta poco, un niente, per
renderci più forti – se apriamo gli occhi sul futuro e li
chiudiamo definitivamente sul passato, cristallizzando e
trasformando i sogni in realtà. A me è bastata una parola.
Questa parola è controllo. Mi ha ricordato quante volte mi
è mancato, quante volte mi è stato chiesto di averlo e io non
volevo, quante volte lo avevo, ma non sapevo apprezzarlo.
Riflettendoci bene, da quando sono al Narconon Alfiere il
controllo mi ha accompagnato. È stato come un angelo
custode, che mi ha permesso di diventare una persona
nuova, sana, pulita da ogni porcheria. A volte mi ha fatto
qualche scherzo, sfuggendomi di mano…per poi tornare più
forte di prima.
Ho imparato a considerarlo una dimensione essenziale e
indissociabile della mia nuova esistenza. È cresciuto in me,
rafforzandosi giorno dopo giorno. Avere controllo sul proprio
ambiente è la chiave di volta di un’esistenza libera da ogni
prigione.
Realizzando questo, oggi mi sento invincibile e libero. Ho
capito anche che non si può avere “un po’ di controllo”. È un
concetto con cui non si scende a compromessi; in una
determinata situazione o lo hai avuto, oppure no.
Posso dire che ora il controllo è l’artefice e la colonna
portante della mia esistenza. E per chi non l’ha ancora
capito… che questa realizzazione faccia crescere anche in
loro questo meraviglioso concetto, per fare di questa terra
un posto sicuro e migliore.”
Luca
Narconon Alfiere APS
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sabato 11 luglio 2026
Fallimenti
La dipendenza da droghe e alcol non ruba soltanto la
salute: ruba il futuro. Giorno dopo giorno svuota il
portafoglio, distrugge i risparmi, spegne i sogni e trascina
intere famiglie in una crisi economica che sembra non
avere fine. Quella che all’inizio può apparire come una
semplice abitudine si trasforma rapidamente in un vortice
capace di inghiottire tutto ciò che una persona ha costruito
nel corso della vita.
Il bisogno compulsivo di assumere la sostanza diventa così
forte da prevalere su ogni altra necessità. La persona sa di
stare perdendo tutto, spesso desidera sinceramente
smettere, ma la dipendenza prende il controllo delle sue
decisioni. Così iniziano le rinunce: vengono venduti
l’automobile, i gioielli di famiglia, i risparmi di una vita. Si
perde il lavoro, si interrompe una carriera, fallisce un’attività
commerciale. Anche ciò che appartiene ai figli può essere
sacrificato pur di procurarsi la dose successiva.
Quando il denaro finisce, la disperazione può spingere
verso comportamenti che, fino a poco tempo prima,
sembravano impensabili. Furti, truffe, spaccio di sostanze
stupefacenti e prostituzione diventano, per alcuni, il tragico
tentativo di alimentare una schiavitù che non concede
tregua. La droga non si limita a consumare il corpo:
consuma la coscienza, la dignità, la fiducia della famiglia e
ogni possibilità di vivere serenamente.
Ma questa storia non deve concludersi così. Esiste una
strada diversa. Ogni persona può scegliere di interrompere
questo circolo distruttivo e iniziare una nuova vita. Il
Narconon Alfiere offre un percorso di riabilitazione che ha
l’obiettivo di aiutare chi soffre di dipendenza a ritrovare il
controllo della propria esistenza. Il programma non si limita
a eliminare l’uso delle sostanze: mira a ricostruire la
persona, restituendole lucidità, responsabilità, fiducia in se
stessa e gli strumenti necessari per affrontare la vita senza
ricorrere alla droga o all’alcol.
Con il recupero della sobrietà tornano anche la capacità di
di amministrare il proprio denaro con responsabilità e di
ricostruire i rapporti con i propri cari. I debiti possono essere
affrontati, la fiducia riconquistata e il futuro progettato con
speranza. Ogni giorno libero dalla dipendenza rappresenta
un investimento nella propria vita e in quella della propria
famiglia.
La libertà dalla droga significa molto più dell’assenza di una
sostanza. Significa tornare a essere padroni delle proprie
scelte, riscoprire il valore del lavoro, della famiglia,
dell’onestà e della serenità.
Significa trasformare una vita segnata dalla paura e dalla
disperazione in una storia di rinascita. Perché quando una
persona ritrova se stessa, recupera anche la possibilità di
costruire un futuro stabile, dignitoso e prospero. La vera
ricchezza comincia proprio da lì.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
venerdì 10 luglio 2026
Quanta verità...
"Quanta verità, forse troppa... Mi ritenevo una persona
molto consapevole di quello che la mia vita era stata
fino a quel momento. Pensavo di avere sempre una
risposta, un movente e, soprattutto, un responsabile per
tutto ciò che mi era capitato o che avevo fatto. Almeno
così credevo... Poi iniziano le sedute di questo nuovo
procedimento e per la prima volta comincio a toccare
quel nodo che non avevo mai avuto il coraggio di
affrontare.
Mi tocco le braccia. Sento il sangue che scorre sotto la
pelle. Accarezzo le cicatrici lasciate dalle siringhe, ormai
troppo rovinate per continuare a usarle, eppure io
continuavo.
Quei segni sembrano coltellate. Al tatto mi fanno venire i
brividi. Rivivo il mal di stomaco che provavo prima di farmi.
Ripenso a tutto quello che avevo fatto. Ansia. Panico. Era
tutto troppo reale.
Mi siedo un momento, perché capisco una cosa
importante: io non voglio più quel mal di stomaco. Voglio
quello che viene quando mangi troppo, quello che senti
quando incontri una persona che ti piace, quello che nasce
dall’emozione della vita. Quello sì che è un vero mal di
stomaco.
Allora cerco di respirare. Cerco di lasciarlo andare.
Continuo la seduta. Continuo tutte le sedute. Continuo a
toccarmi e, poco alla volta, mi accorgo che non ho soltanto
cicatrici.
Ho mani che hanno stretto le mani di persone importanti
per me. Ho un viso accarezzato dalle mie figlie e da mia
madre, senza bisogno di dire una parola.
Ho spalle forti che hanno sopportato pesi che conosco
soltanto io, che hanno retto cadute, paure, emozioni e
anche momenti di felicità.
Ho capelli che sono stati accarezzati e tirati dalle mie
bambine quando erano ancora nella culla. Un dolore così
bello che è impossibile spiegare.
Così inizio a toccarmi in modo diverso. Quasi mi accarezzo.
Con rispetto. Mi prendo il mio tempo per ricordarmi che
sono vivo. Sono vero. Il mio corpo parla di me. È mio. È
autentico.
Le cicatrici raccontano chi siamo. Il nostro corpo
custodisce segreti, i nostri segreti, e li porterà con noi per
sempre. Per questo dobbiamo prendercene cura. Perché,
nonostante tutto ciò che abbiamo vissuto, il nostro corpo
continua ogni giorno a ricordarci che siamo ancora qui e
che abbiamo la possibilità di ricominciare."
Roberto
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
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