Ugo Ferrando Narconon Alfiere
Prevenzione e riabilitazione droghe e alcol
lunedì 2 marzo 2026
Stefano
"Questo per me è stato lo step più duro da affrontare nel
programma Narconon, perché per anni non ho compreso il
danno che causavo alle ragazze che ho frequentato e gli
errori che commettevo. Ho fatto molti sbagli pur di portarle
a letto, senza rendermi conto davvero delle conseguenze.
La consapevolezza è diventata più reale quando ho iniziato
a scrivere di Patrizia, la madre di mia figlia: probabilmente
è stata anche lei, in qualche modo, a farmi pesare gli atti
poco etici che compivo, la mancanza di rispetto dettata
solo dai miei impulsi fisici e dai miei momenti sessuali.
Così ho iniziato a prendere atto delle mie bugie, delle false
illusioni create e delle manipolazioni usate per ottenere ciò
che volevo. È un lavoro lungo e doloroso dentro se stessi
capire e affrontare ciò che si fa solo per usare il corpo di
un’altra persona.
Nella vita ci sono scelte che si possono fare senza umiliare,
senza ricorrere a brutti atteggiamenti o sotterfugi per
piegare le situazioni ai propri desideri. Oltre a essere
un’etica pessima, questi comportamenti lasciano segni
indelebili.
Sostituire il piacere immediato con il rispetto e la
consapevolezza del possibile danno arrecato agli altri è una
trasformazione profonda. Questo lavoro su me stesso mi
sta portando verso una vita più rispettosa delle persone e
verso una visione più chiara dell’affettività e della
sessualità.
Significa avere più forza per scegliere uno stile di rapporto
fondato sull’amore, sulla lealtà e su obiettivi condivisi: una
coppia, dei figli, una famiglia, un futuro più sereno. In fondo,
è un ritorno a una vita semplicemente morale, ma molto più
felice."
Stefano
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
sabato 28 febbraio 2026
Daniele
"Eccomi alla fine del programma di “Disintossicazione
per una Nuova Vita”, qui al Narconon Alfiere. Il mio
“inferno personale sotto forma di sudore” – e sì,
quest’ultima è ironica. Posso dire che questo percorso,
iniziato il 24 dicembre e concluso il 24 febbraio, è stato
il regalo più vero che potessi farmi. Sono entrato alla
vigilia di Natale: invece di scartare un dono, ho deciso
di diventarlo.
Senza troppi paroloni: è una vita che combatto con la mia
dipendenza, tra alti e bassi, sacrifici, solitudine, perdite,
lontananza dagli affetti e dalla quotidianità di una vita normale.
Una vita tranquilla con me stesso, che ho sempre desiderato
ma mai davvero raggiunto, nonostante i tentativi. Ogni volta
arrivavo vicino alla vetta, dopo una scalata intensa, e una volta
in cima… ricadevo. Come se non sapessi stare lassù. E allora,
da bravo “prima della classe” nel sabotarmi, tornavo alla
partenza. La verità? Tutto è iniziato per essere accettato, per
instaurare un rapporto, per sentirmi parte di qualcosa. La prima
canna, il primo sorso. Le droghe sembrano buone all’inizio. Ti
illudono, ti accolgono, ti fanno sentire forte. Ma il prezzo è
distanza, isolamento, puzza di vuoto. Ti allontanano da te
stesso.
Le saune mi hanno alleggerito. Non parlo solo del corpo. Quel
craving, quella voce che ti sussurra e ti trascina via da ciò che
sei, sembra essersi sciolta goccia dopo goccia. Sudando ho
avuto la sensazione di lasciare andare tossine fisiche e mentali.
Come se, insieme al sudore, scendessero nello scarico anche
pezzi di dipendenza. Mi sento più presente, più saldo, più
tonico dentro. Non in astinenza dalla droga, ma in astensione
dall’incoscienza. Più consapevole. Più vivo. Oggi la mia scalata
è diversa: nello zaino non porto più pesi inutili, ma l’attrezzatura
necessaria. E questo la rende più leggera. Quando arriverò in
cima? Questa volta voglio fermarmi. Voglio godermi il
panorama.
Ringrazio lo staff, i compagni di programma, la mia famiglia e
ogni singola persona che ha fatto parte di questo cammino. E
ringrazio me stesso, perché ho scelto di restare.
Grazie, grazie, grazie e ancora grazie."
Daniele
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
venerdì 27 febbraio 2026
Superego
Droghe e alcol hanno la tendenza a far estrovertire
falsamente chi le assume. Anche il più timido, dopo un
paio di birre, si associa volentieri al resto della
compagnia, ride più forte, parla senza freni, si sente
finalmente “all’altezza”. È una magia chimica, rapida e
seducente. Ma il gioco dura poco. Passato l’effetto,
arriva un’introversione dolorosa: il silenzio pesa, gli
sguardi sembrano giudicare, le parole dette la sera
prima bruciano nella memoria.
Più è stata potente la sbornia – la canna, il buco, la tirata – più
profonda è la caduta. È una discesa che svuota, che stringe lo
stomaco e accende un senso di vergogna difficile da spiegare.
Quando il consumo è abituale, questa fase può risvegliare i
sintomi dell’astinenza, con un’angoscia cupa e una voglia
tremenda di non essere mai nati.
Gli psicologi chiamano “ego” la misura variabile di quanto una
persona si piace, la percezione che ha di sé. Noi potremmo
chiamarlo orgoglio, o la certezza intima di aver fatto la cosa
giusta, senza scomodare entità o definizioni sofisticate. Ma chi
cade nella dipendenza diventa spesso diversissimo da com’era
prima che la sostanza gli rubasse equilibrio, dignità, presenza.
Se non ci credete, provate a chiederlo a sua madre o alla sua
sposa: vi parleranno di uno sguardo cambiato, di promesse non
mantenute, di scatti d’ira o di apatie improvvise.
Un “ego” gonfiato artificialmente dalla droga, come un pallone
pieno d’aria calda, è odioso e pericoloso: promette forza e
restituisce fragilità, promette sicurezza e lascia macerie.
Durante il programma Narconon, l’individuo è invitato a
conoscere se stesso senza bisogno di un “ego” artificiale che gli
dica quanto vale o quanto è bello. Attraverso un percorso
graduale, impara a distinguere tra l’illusione chimica e la propria
reale capacità di affrontare la vita.
Il corso dei Valori Personali restituisce alla persona il suo esatto
valore: non un valore gonfiato, non uno schiacciato, ma
autentico. E comunica un messaggio semplice e potente: si può
cambiare in meglio, sempre, qualunque sia stato il punto di
partenza.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
giovedì 26 febbraio 2026
Ricadute
Le ricadute non fanno parte della riabilitazione, le
ricadute sono la prova che qualcosa non è stato gestito
bene durante la riabilitazione. Un programma di
riabilitazione deve essere COMPLETO e gestire le
dipendenze in tutte le sue aree per ottenere un recupero
efficace in cui l'individuo possa rimanere libero dal
consumo e avere il controllo della propria vita.
Narconon Alfiere è un'associazione di promozione sociale
Il programma Narconon comprende il problema e lo
gestisce efficacemente. Gran parte delle persone che
vengono al Narconon Alfiere riescono a cambiare la
propria vita e diventare persone produttive e
responsabili per se stesse e per il proprio ambiente.
Pertanto, la convinzione che un individuo debba
prepararsi alla ricaduta è il pretesto per ricadere perché
la sua incapacità di rimanere libero dalla dipendenza
viene giustificata e l'individuo ha il 'permesso' di
utilizzare nuovamente.
Quando l'individuo gestisce la dipendenza alla radice,
prestando attenzione alle proprie emozioni, imparando a
gestire gli alti e bassi, potrà rimanere stabile e felice e
questo gli permetterà di affrontare il futuro senza che
diventi un'ansia.
Il programma Narconon affronta il problema a livello
fisico, mentale ed emotivo, ma sottolineiamo sempre
che la parte emotiva è fondamentale per raggiungere
stabilità e successo. La persona deve imparare a vivere
nonostante tutte le barriere che possono sorgere nella
sua vita, anche da parte delle persone che la
circondano, nonostante anche la famiglia stessa, se
prende coscienza che è lei stessa a decidere come
vuole che sia la sua vita assumendo il testimone della
responsabilità, smetterà di usare gli altri come motivo
della sua dipendenza e potrà affrontare il fatto che è
l'unico capace di creare la sua condizione di vita. Tutto
questo argomento ha a che fare con la gestione delle
emozioni, motivo per cui è importante che la persona
che entra in un centro di riabilitazione raggiunga questa
parte per raggiungere il successo nel proprio
programma.
Per arrivare a questo punto e poter lavorare con una
persona a questa profondità, è necessario intraprendere
delle azioni preliminari: gestire la sindrome da
astinenza; disintossicare il corpo e aiutare l'individuo a
mantenere il pensiero oggettivo, cioè nel presente. Dopo
tutto questo lavoro, solo allora l'individuo è pronto a
confrontarsi con se stesso e il suo ambiente, è in grado
di riconoscere le proprie emozioni e controllarle. Dopo la
riabilitazione al Narconon Alfiere, il risultato è una
persona i cui obiettivi e scopi possano essere raggiunti.
In oltre trent'anni di attività, il Narconon Alfiere ha
liberato definitivamente dalle dipendenze e restituito alle
loro famiglie e alla società migliaia di individui che ora
vivono una vita serena e di valore.
Centro Narconon Alfiere, numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
mercoledì 25 febbraio 2026
All’ombra della dipendenza
La dipendenza da droghe o alcol di un genitore ha un impatto
devastante sui figli, influenzando in modo profondo la loro
crescita emotiva e psicologica. I bambini assorbono l’ambiente
familiare come una spugna: quando questo è instabile a causa
della tossicodipendenza o dell’alcolismo, possono sviluppare
insicurezze, paure persistenti e difficoltà relazionali che li
accompagnano anche nell’età adulta.
Uno degli effetti più comuni è la mancanza di stabilità. Un bambino
ha bisogno di sicurezza, regole chiare e routine prevedibili. Quando un
genitore è dipendente, spesso non riesce a garantire una presenza
costante, né fisica né emotiva. Promesse non mantenute, sbalzi
d’umore, assenze improvvise o comportamenti incoerenti creano un
clima di incertezza. Il bambino può sentirsi trascurato, confuso e
colpevole, arrivando perfino a pensare di essere lui la causa dei
problemi familiari. In alcuni casi si assume responsabilità che non
dovrebbe avere, come accudire i fratelli più piccoli o tentare di
“salvare” il genitore, rinunciando alla propria infanzia.
La dipendenza può inoltre generare episodi di conflitto acceso,
aggressività verbale o fisica, e situazioni di degrado che aumentano il
rischio di traumi psicologici. Molti bambini crescono con un senso di
vergogna e isolamento, nascondendo la realtà domestica per paura del
giudizio. Questo peso silenzioso può influire sul rendimento
scolastico, sul comportamento e sull’autostima, alimentando ansia,
rabbia repressa o chiusura emotiva.
Interrompere questo ciclo è possibile. Narconon Alfiere aiuta le
persone a superare la dipendenza e a ricostruire un rapporto sano con
la propria famiglia. Attraverso programmi di recupero basati su metodi
naturali e un supporto costante, molti genitori riescono a liberarsi dalla
dipendenza e a riabbracciare il proprio ruolo con maggiore
consapevolezza e responsabilità.
È fondamentale comprendere che la dipendenza non coinvolge solo
chi ne soffre direttamente, ma condiziona l’intero nucleo familiare.
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, bensì un atto di coraggio
e di amore verso se stessi e verso i propri figli. Restituire ai bambini
un ambiente sereno, stabile e affettuoso è il primo passo per garantire
loro un futuro più sicuro e libero dall’ombra della droga o dell’alcol.
Nessun bambino dovrebbe crescere nell’oscurità della dipendenza.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
martedì 24 febbraio 2026
Il bravo meccanico
Il bravo meccanico di se stesso deve innanzitutto fermarsi,
osservare il “mezzo” che guida ogni giorno: il proprio corpo.
Se un’automobile è trascurata, prima o poi si arresta; allo
stesso modo, un corpo affaticato, intossicato o maltrattato
perde efficienza, lucidità, forza. Riparare il corpo significa
nutrirlo in modo adeguato, farlo respirare, muoverlo,
purificarlo dalle scorie accumulate negli anni. Significa
restituirgli dignità, ascoltarne i segnali. È il primo atto di
responsabilità verso se stessi.
Ma il lavoro del bravo meccanico non si ferma alla carrozzeria.
Dopo il corpo viene la mente, il motore di ogni cosa. Una mente
confusa, appesantita da sensi di colpa, menzogne, paure e
automatismi, non può guidare una vita libera. Sistemare la mente
vuol dire fare ordine, riconoscere gli errori, affrontare le proprie
mancanze senza giustificazioni. Vuol dire allenare la
comunicazione, imparare ad ascoltare e a rispondere con presenza.
È un lavoro di precisione, come regolare un motore delicato: ogni
pensiero fuori posto può creare attrito, ogni emozione repressa può
diventare un guasto.
Quando corpo e mente iniziano a funzionare in armonia, allora
può emergere qualcosa di nuovo: uno spirito rinnovato. Non si
tratta di diventare qualcun altro, ma di tornare alla propria essenza,
a quella parte integra e forte che forse era rimasta nascosta sotto
strati di abitudini distruttive. È una rinascita che non avviene per
magia, ma attraverso disciplina, impegno e costanza.
In questo percorso, realtà come il Narconon Alfiere rappresentano
per molti un’officina in cui imparare a essere meccanici di se
stessi. Non è qualcuno che ripara al posto tuo: ti vengono dati
strumenti, esercizi, comprensione. Sta poi alla persona applicarli,
stringere i bulloni allentati, sostituire le parti danneggiate, ripulire
i circuiti interni.
Essere meccanico di se stessi significa non delegare più la propria
vita agli eventi o alle sostanze, ma assumersi la piena
responsabilità del proprio funzionamento. È un atto di coraggio e
di amore verso la propria esistenza. E quando il motore torna a
girare pulito, la strada non fa più paura: diventa possibilità.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
lunedì 23 febbraio 2026
Costin
Gli addestramenti, nel programma Narconon, sono esercizi mirati
a sviluppare una comunicazione chiara, stabile e consapevole. Non
si tratta soltanto di parlare o ascoltare, ma di essere presenti,
mantenere l’attenzione, comprendere e farsi comprendere senza
paura o reazioni impulsive. Attraverso la pratica costante, la
persona recupera sicurezza, autocontrollo e rispetto per sé e per
gli altri. Quando questa abilità diventa naturale, si riapre la
possibilità di relazioni autentiche e scelte responsabili.
“Eccomi qua, ho concluso anche l’addestramento finale.
All’inizio, guardando il video, mi era sembrato un po’ difficile, perché
avevo paura di non riuscire a mettere insieme tutti gli addestramenti.
Invece è stato più semplice del previsto. È vero, ho dovuto fare un po’
di pratica, ma mentre li svolgevo mi rendevo conto che ormai
facevano parte di me e che non c’era nemmeno bisogno di ricordarli:
venivano fuori in automatico.
Gli addestramenti mi hanno dato moltissimo e mi hanno fatto capire
tante cose. Mi sono reso conto di essere diventato più calmo, più
persistente, più determinato, più volenteroso. Ma soprattutto ho capito
una cosa fondamentale: ce la si può fare sempre. Ci vuole
determinazione, e forse era proprio quella che a me mancava — o
meglio, che sprecavo per altro.
Oggi ho acquisito molta più sicurezza in me stesso. Sono convinto e
determinato, so che saprò affrontare ciò che verrà. Mi sento pronto e
so di avere finalmente le armi giuste.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il mio compagno di
studi, che oltre a spremere il meglio da me mi ha dato forza e grinta
quando stavo per arrendermi o semplicemente volevo mollare. Grazie
Luca per avermi supportato e sopportato. Prometto di “spremerti”
come hai fatto tu con me, perché a me è servito e qualcosa di buono ne
è uscito. Ti voglio bene.
Un grazie speciale va anche a Marco, che per me è stato — e lo è
ancora — un punto di riferimento e un esempio da seguire. E infine,
ma non per questo meno importante, ringrazio Assunta, che ha creduto
in me per tutto il tempo degli addestramenti, ha avuto pazienza e ha
sempre saputo quando e come intervenire."
Costin
Narconon Alfiere APS
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