venerdì 10 luglio 2026

Quanta verità...

"Quanta verità, forse troppa... Mi ritenevo una persona molto consapevole di quello che la mia vita era stata fino a quel momento. Pensavo di avere sempre una risposta, un movente e, soprattutto, un responsabile per tutto ciò che mi era capitato o che avevo fatto. Almeno così credevo... Poi iniziano le sedute di questo nuovo procedimento e per la prima volta comincio a toccare quel nodo che non avevo mai avuto il coraggio di affrontare. Mi tocco le braccia. Sento il sangue che scorre sotto la pelle. Accarezzo le cicatrici lasciate dalle siringhe, ormai troppo rovinate per continuare a usarle, eppure io continuavo. Quei segni sembrano coltellate. Al tatto mi fanno venire i brividi. Rivivo il mal di stomaco che provavo prima di farmi. Ripenso a tutto quello che avevo fatto. Ansia. Panico. Era tutto troppo reale. Mi siedo un momento, perché capisco una cosa importante: io non voglio più quel mal di stomaco. Voglio quello che viene quando mangi troppo, quello che senti quando incontri una persona che ti piace, quello che nasce dall’emozione della vita. Quello sì che è un vero mal di stomaco. Allora cerco di respirare. Cerco di lasciarlo andare. Continuo la seduta. Continuo tutte le sedute. Continuo a toccarmi e, poco alla volta, mi accorgo che non ho soltanto cicatrici. Ho mani che hanno stretto le mani di persone importanti per me. Ho un viso accarezzato dalle mie figlie e da mia madre, senza bisogno di dire una parola. Ho spalle forti che hanno sopportato pesi che conosco soltanto io, che hanno retto cadute, paure, emozioni e anche momenti di felicità. Ho capelli che sono stati accarezzati e tirati dalle mie bambine quando erano ancora nella culla. Un dolore così bello che è impossibile spiegare. Così inizio a toccarmi in modo diverso. Quasi mi accarezzo. Con rispetto. Mi prendo il mio tempo per ricordarmi che sono vivo. Sono vero. Il mio corpo parla di me. È mio. È autentico. Le cicatrici raccontano chi siamo. Il nostro corpo custodisce segreti, i nostri segreti, e li porterà con noi per sempre. Per questo dobbiamo prendercene cura. Perché, nonostante tutto ciò che abbiamo vissuto, il nostro corpo continua ogni giorno a ricordarci che siamo ancora qui e che abbiamo la possibilità di ricominciare." Roberto Narconon Alfiere APS Numero verde 800 170 997 https://www.narcononalfiere.it

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