martedì 28 luglio 2026
Scuole di pensiero
Se una persona sia predisposta geneticamente,
biochimicamente o in altri modi alla dipendenza da alcol
o droghe, è una controversia dibattuta da anni nella
comunità scientifica. Una scuola di pensiero sostiene il
concetto di malattia, abbracciando l’idea che la
dipendenza sia una malattia ereditaria e che l’individuo
sia quindi malato permanentemente, a livello genetico,
pur avendo periodi più o meno lunghi di sobrietà.
Un’altra filosofia spiega la dipendenza come un doppio
problema che consisterebbe in una dipendenza fisica e
mentale da sostanze chimiche, unita ad un disordine
mentale preesistente (es. depressione, disturbo bipolare o
altro). Questo punto di vista sostiene che la cura del
disordine mentale abbia la precedenza, in quanto causa
primaria della dipendenza.
Una terza filosofia sottoscrive l’idea che la dipendenza da
sostanze chimiche sia prodotta da uno squilibrio chimico del
sistema neurovegetativo. Resta il fatto che, sebbene i
risultati di ricerche diverse sostengano tutti quanti i concetti
elencati qui sopra, nessuna di queste teorie è assoluta.
Il ciclo della dipendenza inizia con un problema, un disagio,
un dolore fisico o emotivo che una persona prova e vive con
molta difficoltà. Qui abbiamo una persona buona,
sostanzialmente, come è la maggior parte della gente, che
ha incontrato un problema o un disagio e non è in grado di
risolverlo. Per un adolescente potrebbe trattarsi della
difficoltà di inserirsi in un contesto scolastico o della “noia”,
potrebbe trattarsi di un disagio fisico come i postumi di una
gamba rotta o l’insonnia. La persona che sta vivendo un tale
disagio, ha un problema. Sente questo problema come una
situazione preoccupante e persistente, non riuscendo a
trovare una soluzione o un sollievo immediato. Noi tutti
abbiamo vissuto situazioni del genere, in maggiore o minor
misura; la differenza tra chi di noi diventa dipendente e chi
no, in una situazione traumatica del genere, è dovuta alla
presenza di una significativa pressione pro sostanze
tossiche (farmaci, droga o alcol) esercitata da chi ha
influenza su di noi.
L’effetto anestetico contro il dolore o l’intorpidimento
emotivo generato da farmaci, droghe o alcol diventa una
soluzione accettabile contro il disagio poiché, facendone
uso, una persona si sente sollevata dalle sensazioni
negative connesse al suo problema.
Non appena questo sollievo si manifesta, la persona inizia
inavvertitamente ad assegnare un valore a quella sostanza
o a quella bevanda alcolica che l’ha aiutata a stare meglio.
Anche se il sollievo è solo temporaneo, la sostanza tossica
è adottata come soluzione al problema. Il valore assegnato
alla sostanza è l’unica ragione per cui la persona ne farà
uso per una seconda, una terza volta, ecc.
Oltre questo punto, è solo questione di tempo prima che chi
beve alcolici o usa sostanze tossiche perda la capacità di
controllarne l’uso. Non importa a quale stadio di auto
controllo una persona creda di essere, una volta abbia
iniziato ad usare regolarmente alcol o altre sostanze
tossiche per il loro effetto sollievo, si trova da qualche parte
sulla strada chiamata dipendenza.
Narconon Alfiere APS
Numero verde 800 170 997
https://www.narcononalfiere.it
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